L’articolo di Rossana Miranda

Populisti sconfitti in Serbia. L’attuale primo ministro, Aleksandar Vucic, candidato del Partito Progressista Serbo (SNS), ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Serbia. Secondo la Commissione elettorale, il premier ha ottenuto il 55,1 per cento dei voti. Al secondo posto è arrivato il candidato dell’opposizione, Sasa Jankovic, con il 16,27 per cento, mentre il comico Luka “Beli” Maksimovic è arrivato terzo con il 9,44 per cento. Al quarto posto è arrivato l’ex ministro degli Esteri, Vuk Jeremic, con il 5,7 per cento. Hanno votato il 55 per cento degli elettori.

Resta capire se questo basterà a Vucic per non dovere andare al secondo turno. Secondo le stime di CeSID, alla fine del conteggio potrebbe raggiungere il 56,1 per cento dei voti per essere il vincitore.

LE RIFORME IN SERBIA

Vucic ha spiegato che la sua vittoria conferma che il lavoro delle riforme può vincere contro il discorso populista. “Oggi è un giorno importante perché la Serbia ha dimostrato la direzione che vuole intraprendere […] Queste elezioni hanno dimostrato che la grande maggioranza è per la continuità del processo delle riforme, per la via versi l’Unione europea e la preservazione dell’amicizia con la Russia e con la Cina ”, ha dichiarato Vucic nella sede del partito dopo il primo bollettino elettorale. Ha sottolineato che ha ricevuto il 12 per cento in più dei voti, più di tutti i suoi rivali politici messi insieme.

I NEGOZIATI CON L’UNIONE EUROPEA

In caso di conferma della vittoria, sarà Vucic a succedere nei prossimi cinque anni a Tomislav Nikolic, suo alleato nella fondazione del Partito Progressista Serbo nel 2008. I due erano ultra-nazionalisti, ma hanno deciso di orientarsi verso l’adesione all’Unione europea. I negoziati della Serbia per entrare in Europa sono cominciati nel 2015 e si spera che concludano nel 2020.

PREMIER DELL’AUSTERITÀ

Nato nel 1960 a Belgrado, Vucic è laureato in Diritto, poi è stato reporter per un emittente di tv durante la guerra civile bosniaca. È molto popolare in Serbia, nonostante abbia messo in atto dure misure di austerità negli ultimi tre anni come capo dell’esecutivo. Secondo la stampa locale, è stato grazie a questo piano di tagli e risparmio che è riuscito a stabilizzare le finanze pubbliche, portando l’economia alla crescita dopo anni di recessione. I critici sostengono che è autoritario e che minaccia l’autonomia dei poteri, oltre a volere controllare la libertà di stampa.

“BELI”, IL BEPPE GRILLO SERBO

Luka “Beli” Maksimovic, il Beppe Grillo serbo, era secondo nei sondaggi, ma alla fine è arrivato terzo. Questo outsider della politica di 25 anni ha comunque conquistato molti voti con il suo discorso aggressivo e anti-sistema. È considerato una parodia dei politici, che fa riferimento con il suo nome (“Beli”) al cambio di partito di molti personaggi della politica serba. Per Vucic, “il voto per i candidati anti-sistema costringono a capire lo scontento dei cittadini. Dobbiamo occuparci di loro”.

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