Investimenti pubblici “per la crescita” nel settore delle start-up, cioè in “aziende private che possono essere aiutate e incentivate dallo Stato per far crescere l’innovazione”, creando “un ecosistema che permetta loro di svilupparsi”. Questo il punto centrale dell’intervento di Davide Casaleggio all’incontro #InternetDay, organizzato dall’agenzia di stampa Agi al Museo Maxi di Roma e presentato dal direttore Riccardo Luna.

BISOGNA INVESTIRE SU START-UP E “INTELLIGENZE ITALIANE”, DICE DAVIDE CASALEGGIO

Che sia artificiale o collettiva, dobbiamo investire nell’intelligenza italiana”, ha detto il presidente della Casaleggio Associati e figlio dello scomparso Gianroberto, fondatore del M5S. Dove per la prima il riferimento era a una parte dell’intervento del direttore scientifico dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani, che lo ha preceduto, mentre per la seconda, l’intelligenza collettiva, il nesso era al mercato digitale, di cui Casaleggio ha argomentato, spiegando come in Italia “abbiamo diversi casi di società che hanno ricevuto venture capital”.
Facendone alcuni esempi, come Bla Bla Car (app per scambiarsi passaggi in auto) o Yoox (shopping on-line). Citando però in ultima istanza, tra le start-up, la propria invenzione, Rousseau: “Un unicum al mondo che ha permesso a persone di mettersi assieme e di creare intelligenza collettiva, permettendo attività mai fatte al mondo da un movimento politico. Selezione on-line con partecipazione collettiva”.

LE PAROLE DELL’EREDE DI GIANROBERTO CASALEGGIO, IL FONDATORE INSIEME A GRILLO DEL M5S

Per Casaleggio il punto è che le nostre start up raccolgono al massimo qualche milione di euro, e che il totale di investimenti in Italia nel 2016 (160 mln di euro) paragonato agli altri Paesi europei “non sta in piedi”, non permette cioè “alle aziende italiane di competere sul mercato europeo”. Mentre in Francia, dove “nel 2016 si è investito tre volte quanto in Italia”, e dove di recente a Parigi “è stato aperto il più grande campus delle start up al mondo”, “è possibile creare un’impresa in quattro giorni”.
È necessario quindi che le società italiane accedano a finanziamenti per crescere e investire in ricerca e sviluppo, ha sostenuto Casaleggio, ma altresì per “prendere quote di mercato”, dando in questo modo degli accenni, stringati ma significativi, riguardo alla propria visione dell’economia: “Fino a che competeremo con chi ha risorse per prendere le nostre quote subiremo innovazione portata dall’estero”. Mentre “in investimenti ci superano persino Finlandia e Belgio, che per popolazione equivalgono a una nostra regione: se non intercetteremo questo trend di innovazione e sviluppo tecnologico, invece di competere lì lo faremo sui salari cinesi”.

L’INTERVENTO DEL MINISTRO CARLO CALENDA: “EVITIAMO CHE IL GOVERNO FACCIA CASINI”

Il problema dell’innovazione in Italia è ampio. Ma la prima cosa è evitare che il governo faccia casini” ha esordito senza mezzi termini il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda:“Dobbiamo partire da ciò che si può fare concretamente, e non idealmente, altrimenti perdiamo tempo e soldi”. Per esempio, “l’Italia è leader nella produzione di macchinari, ma all’estero in pochi lo sanno. È il più importante settore di specializzazione. Si chiama innovazione incrementale, l’abbiamo quasi solo noi. Mentre questa innovazione tecnologica (robotica, digitale o di intelligenza artificale, ndr) è fortemente disruptive, quindi diversa”.
Calenda ha poi spiegato come con il sistema degli incentivi al bando nel tempo si sono accumulati 7, 5 miliardi di fondi non spesi: “Colpa di una politica industriale fatta di intermediazione, ma con la presunzione che i ministeri conoscano meglio degli imprenditori qual è il futuro della sua impresa”. Per questo, spiega Calenda, “li abbiamo tolti via e abbiamo introdotto incentivi fiscali automatici, con fiducia verso l’imprenditore, senza la necessità di timbri dal ministero e tentando di evitare il nero, con vantaggi fiscali per chi investe”.

“DIRE CHE UN’AZIENDA DIGITALE MERITA PIÙ DI ALTRE È UNA FESSERIA”, DICE CALENDA

Perciò “dire che un’azienda che fa digitale merita più di un’altra è una fesseria. Le start-up sono anche quelle che reinventano un settore tradizionale appoggiandosi sul digitale”, mentre al contrario “per anni abbiamo creato incubatori di start-up che erano solamente speculazioni”.
Stiamo poi lavorando alla costruzione di centri di competenza, che saranno pochi e specializzati”, ha concluso: “E dobbiamo infine lavorare sulla capacità di leggere i cambiamenti. Il gap è sulla conoscenza umanistica: riportarla al centro è un lavoro fondamentale, e siamo un paese che ha queste capacità”.

 

Ecco di seguito i video degli interventi che si sono susseguiti nel corso della manifestazione

Inizio:
https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=1334

 

Roberto Cingolani:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=1541

 

Giorgio De Rita:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=2750

 

Carlo Calenda:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=3593

 

Davide Casaleggio:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=5282

 

Renato MazzonciniFrancesco Stronati, Pier Luigi Dal Pino, Marco Gay:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=6327

 

Maximo Ibarra, Massimo Mazzocchini e Paolo Nuti:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=8500

 

Paola Bonomo, Matteo Stiffanelli, Francesco Boccia e Marcello Albergoni:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=9335

 

Stefano Trumpy, Laura Abba, Angelo Maria Perrino:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=11438

 

Elio Catania:

https://youtu.be/cjVGb197ocQ?t=12579

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