Il Vaticano si muove: per i pellegrinaggi a Medjugorje verranno tempi più stringenti. Nelle parole con cui monsignor Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje per motivi pastorali (pastorali, non dottrinali: a lui non competerà decidere se le apparizioni si siano verificate oppure no, ma solo di dare una migliore assistenza spirituale per i pellegrini) ha salutato la diocesi di Varsavia-Praga il 27 marzo scorso (fonte: Sir, l’agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana) con un messaggio molto importante. Eccolo: “Medjugorje oggi è un luogo carismatico dove la gente viene con pellegrinaggi privati”, e poi: “Il fatto che vi arrivano circa 2,5 milioni di pellegrini all’anno da tutto il mondo, e che essi ne traggono un indubbio beneficio spirituale non può essere trascurato o taciuto”.

Arrivato a Medjugorje, Hoser ha aggiunto un tassello ulteriore alle sue dichiarazioni secondo il sito Medjugorje.hr e riprese dal Sir: “Il Santo Padre è molto interessato allo sviluppo della pietà popolare che si svolge in questo luogo”. E: “Questo fa anche parte della mia missione: valutare la pastorale di questo luogo e proporre direttive che si dovranno realizzare in futuro”. Capito? Monsignor Ratko Peric, il vescovo di Mostar che prima dell’arrivo di Hoser aveva emesso un comunicato stampa nel quale dichiarava una completa falsità le apparizioni sin dal loro inizio, è servito. Hoser ribadisce con forza il mandato del papa e inizia le sua indagini su quello che fino ad oggi è anche stato oggetto di un bel business rappresentato dal turismo religioso. Niente di scandaloso: se uno va in pellegrinaggio dovrà pure avere un posto in cui dormire, mangiare e un’assistenza spirituale adeguata.

Se fate un giro su internet c’è di tutto: da organizzazioni professionali che offrono sempre “visite guidate” (recita del Rosario, salita al colle delle apparizioni, il Podbordo, incontri e testimonianze delle varie realtà religiose del luogo e partecipazione alle apparizioni dei veggenti) a gruppi più o meno spontanei che organizzano viaggi non sempre nel rispetto del fisco, per esempio.

In fondo uno può sempre prenotare per un po’ di amici un trasferimento in bus, una serie di stanze in hotel (magari a prezzo di favore, con conseguente ricarico) e poi e poi a Medjugorje ognuno fa quello che vuole, no? Del resto, se uno va a Milano in hotel privatamente può sempre andare a visitare il Duomo. Assicurazione infortuni? Tour operator? Rimborsi? Ricarichi? Boh. E c’è chi soldi ne ha fatti, e anche tanti.

Se Roma deciderà di riconoscere Medjugorje come luogo di preghiera disgiunto dalle apparizioni, i veggenti non potranno più diffondere i messaggi che dicono di ricevere mensilmente dalla Madonna. E però, in quel caso, sul mercato potrà arrivare ad esempio un gigante quale è l’Opera Romana Pellegrinaggi guidata da monsignor Liberio Andreatta. Parliamo cioè di una realtà che, come spiega sul proprio sito: “È un’attività del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del cardinale vicario del papa».

(Articolo pubblicato su Italia Oggi, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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