Si chiama Jalilov Akbarzhon il presunto killer dell’attentato di ieri alla metropolitana di San Pietroburgo. L’intelligence russa segue gli indizi che indicano questo ragazzo di 22 anni come probabile autore dell’esplosione che ha ucciso 11 persone e ferito altre 45.

L’IDENTIKIT DEL PRESUNTO KILLER

Rakhat Saulaimanov, portavoce dei servizi di sicurezza del Kirghizistan, ha dichiarato che “il kamikaze nella metro di San Pietroburgo era il cittadino kirghiso Jalilov Akbarzhon […] del 1995”. Sarebbe nato a Osh, ma avrebbe la cittadinanza russa. Era cittadino del Kirghizistan uno dei tre terroristi dell’attentato a Istanbul a giugno del 2016.

ATTACCO KAMIKAZE?

L’attacco alla metropolitana di San Pietroburgo non è stato ancora rivendicato al momento da nessuna organizzazione o movimento. Non ci sono nemmeno prove che sia stato compiuto da un kamikaze. L’esplosione è stata provocata da un ordigno di circa 300 grammi di tritolo. Tuttavia, il Comitato di indagini russo non ha dubbi sulla natura terroristica dell’attacco. Gli inquirenti hanno detto che lavoreranno su tutte le ipotesi possibili.

IL FALSO SOSPETTO

Ore dopo l’attacco, i media russi hanno diffuso l’immagine di un uomo sui 50 anni, con barba lunga, che indossava un pastrano scuro, indicandolo come possibile responsabile dell’esplosione. L’immagine sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Ieri sera, invece, è arrivata la conferma: il presunto killer si è presentato alle autorità. Non è stato lui ad attivare la bomba in metropolitana.

RUSSIA NEL MIRINO

L’attacco alla metropolitana di San Pietroburgo è avvenuto poco dopo l’appello dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) per attaccare la Russia. Il motivo: l’intervento russo in sostegno alle forze di Bashar Al Assad in Siria da settembre del 2015.

IL TERRORISMO IN KIRGHIZISTAN

Secondo l’Fbi, circa 7mila cittadini dell’antica Unione Sovietica, di cui 2900 russi, sono nelle file dei gruppi di terrorismo islamico in Irak e Siria, specialmente in Isis. Il terrorismo è in aumento in Kirghizistan. Secondo un report della OSINT Unit di ASRIE Associazione, circa 600 cittadini kirghisi combattono tra le file dei gruppi jihadisti in Siria. Nel Paese il gruppo di organizzazioni vietate dallo Stato è salito da 9 a 19. L’arruolamento avviene dalle organizzazioni terroristiche, i movimenti politici interni ma anche da imam e predicatori che istruiscono la popolazione in circa 2600 moschee e 300 madrasse (scuole del Corano).

GRUPPI TERRORISTI IN KIRGHIZISTAN

Tra i gruppi terroristici banditi nel paese – si legge nello studio che fa riferimento al Central Asia Program della George Washington University – si deve includere Hizb ut-Tahrir al-Islami (Partito della Liberazione Islamica) incluso nella lista nel 2004. Hizb ut-Tahrir (HUT) è un gruppo pan-Islamico che mira a stabilire un Califfato Islamico dove far vigere la sharia in quei paesi a maggioranza musulmana ed unificarli tutti in un unico stato”. Ed è che per la sua geografica il Kirghizistan interessa al Movimento Islamico dell’Uzbekistan (IMU), l’Unione della Jihad Islamica (IJU), Al-Qaeda ed il Partito Islamico del Turkestan.

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