L’Accademia Filarmonica Romana ha quasi due secoli. La stagione n. 197 contiene circa cinquanta appuntamenti di musica, danza, teatro e letteratura per promuovere un’offerta culturale diversificata, aperta a tutti e per tutte le età. Ad accoglierli il Teatro Olimpico per il teatro musicale e la danza, il Teatro Argentina per la musica da camera e i grandi solisti internazionali, la Sala Casella con il suo Cerchio della musica (un modo diverso, da parte del pubblico, di avvicinarsi alla musica, stabilendo con gli artisti un rapporto più intimo e diretto), e la piccola Sala Affreschi per i concerti dedicati alla musica di oggi e ai giovani interpreti.

Due appuntamenti, molto differenti fra loro, segnano l’avvio di stagione ad ottobre. Il primo a dare il via domenica 15 ottobre in Sala Casella è il pianista Gabriele Carcano, classe 1985, giovane sì ma già artisticamente maturo, che apre la seconda parte del ciclo Beethovenklavier, avviata con grande successo di pubblico nell’autunno 2016, con l’esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven. Due giorni dopo, il 17 ottobre, sul palco del Teatro Olimpico tornano gli acclamati ballerini-illusionisti più famosi al mondo: sono i Momix che presentano W Momix Forever (in scena fino al 5 novembre), spettacolo nato dalla creatività e fantasia di Moses Pendleton per festeggiare i 35 anni della compagnia statunitense.

Da giovedì 9 novembre (fino al 26 novembre) va in scena al Teatro Olimpico la prima, attesa, italiana – produzione dell’Accademia Filarmonica Romana e del Festival Les Nuits de Fourvière di Lione – del Don Giovanni di Mozart secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, (nella foto) nuovo originale lavoro di questa orchestra che della multietnicità (umana e artistica) ha fatto il suo punto di forza.

Sarà un Don Giovanni androgino, affidato alla voce femminile di Petra Magoni: pensato come un redivivo Cab Calloway in un immaginario Cotton Club dall’ambientazione anni ‘20 ma anche fortemente contemporaneo, Don Giovanni dirigerà la sua orchestra e il suo destino in una pulsione di libertà e perdizione, fra lirica e ritmi e melodie pop, reggae, sonorità arabe, africane e samba… Mario Tronco firma la direzione artistica e la regia, quest’ultima insieme ad Andrea Renzi, mentre le elaborazioni musicali saranno affidate a Leandro Piccioni, Pino Pecorelli e lo stesso Tronco. Nel cast, accanto a Petra Magoni e ai musicisti dell’orchestra, ritroviamo anche Mama Marjas (protagonista della precedente Carmen secondo dell’Orchestra di Piazza Vittorio), insieme a Hersi Matmuja, Evandro Dos Reis, Omar Lopez Valle, Houcine Ataa e, alla prima collaborazione con l’Orchestra, Simona Boo dal 2015 vocalist dello storico gruppo napoletano dei 99 Posse.

Vincitore del Borletti Buitoni Trust Fellowship, riconoscimento prestigioso che lo ha presto inserito tra i migliori giovani talenti della scena musicale internazionale, a Gabriele Carcano spetta dunque il primo recital della seconda parte del Beethovenklavier che si terrà in cinque concerti, dal 15 ottobre al 17 dicembre, la domenica pomeriggio (ore 17.30) in Sala Casella. La Filarmonica chiama dunque a raccolta una nuova generazione di artisti italiani, giovani sì, ma già artisticamente maturi.

Al Teatro Argentina, consolidando una preziosa collaborazione con il Teatro di Roma saranno di scena la musica da camera e i grandi solisti di oggi. Nel percorso dei sette concerti della stagione (il giovedì alle ore 21), cui si aggiunge il ciclo di cinque appuntamenti del Focus Baudelaire in coproduzione con il Teatro di Roma, si potranno ascoltare interpreti di valore assoluto, impegnati in programmi che spaziano dal barocco ai nostri giorni. Ad inaugurare il ciclo il 25 gennaio la rarità barocca di La sete di Christo (1683) oratorio di Bernardo Pasquini affidato all’interpretazione di Concerto Romano diretto da Alessandro Quarta.

Poesia e musica si incontrano in questo progetto che vede collaborare insieme Filarmonica Romana e Teatro di Roma, dedicato alla lettura integrale de I fiori del male di Baudelaire, associandovi le musiche di quegli autori (Liszt, Chopin, Beethoven) che Baudelaire conosceva e amava. Cinque concerti concentrati in pochi giorni (dall’11 al 22 marzo) di cui saranno interpreti il pianista Roberto Prosseda e il poeta e francesista Nicola Muschitiello,  che ha curato per la Bur la recente traduzione della prima edizione del 1857 de I fiori del male celebrata come “nuova, coraggiosa traduzione della prima edizione censurata” del libro. È proprio su questa raccolta, comprendente anche le sei poesie “scandalose” che nel 1857 un tribunale parigino condannò ad essere espunte definitivamente dall’opera, che si concentreranno le letture di questa piccola rassegna.

Nell’anno in cui ricorre il centenario della scomparsa di Claude Debussy, sei i concerti tutti alla Sala Casella (la domenica alle ore 17.30, dal 21 gennaio al 22 aprile), realizzati in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, offriranno al pubblico una panoramica pressoché esaustiva su questa importantissima sezione del catalogo delle composizioni di Debussy.

Costellazione K è l’omaggio della Filarmonica Romana ai novant’anni di György Kurtág, una delle grandi personalità musicali del Ventesimo secolo e della contemporaneità. Cinque grandi compositori contemporanei, legati a Kurtág da amicizia e comunanza spirituale, hanno contribuito alla definizione di questo percorso scrivendo un brano legato a una delle numerose fonti d’ispirazione del compositore ungherese: Peter Eötvös, László Sáry, Howard Skempton, l’eclettico Lukas Ligeti e Toshio Hosokawa.

L’attenzione della Filarmonica alla musica d’oggi prosegue in stagione con la terza edizione di Assoli: sono i concerti, sei in tutto, che si terranno in Sala Casella e nella piccola e accogliente Sala Affreschi della Casina Vagnuzzi, sede della Filarmonica, il venerdì, dal 9 febbraio al 20 aprile (ore 19).

Prosegue l’interesse della Filarmonica per il mondo jazz, cui da diverse stagioni riserva una nutrita serie di serate speciali. Quest’anno filo conduttore sarà Il jazz e i suoi strumenti e vedrà ripercorrere la carriera artistica di importanti musicisti e straordinari strumentisti della storia del jazz, che hanno contribuito alla creazione di differenti stili interpretativi. Il primo appuntamento con la danza sarà con gli straordinari Momix.

Si conferma infine per il quinto anno consecutivo la collaborazione con la Camerata Italica, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e la Iuc, per la nuova edizione del Festival “Un organo per Roma” ideato da Giorgio Carnini. Un’occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul problema della mancanza di un organo da concerto all’interno della Sala Santa Cecilia nell’Auditorium Parco della Musica, organo progettato, arrivato alla gara d’appalto e mai realizzato.

Un programma è  dedicato ai giovani e ai giovanissimi. Comprende, tra l’altro la Carmen di Bizet, con due diversi spettacoli collegati a progetti didattici specifici per le fasce di età dai 3 ai 15 anni, che verranno delineati durante l’arco dell’anno, in collaborazione con le scuole di Roma e provincia: si tratta di Opera Kids (3-6 anni) e Opera Domani (6-15 anni), volti a elaborare strategie didattiche e teatrali coinvolgenti, divertenti, ma soprattutto adatte ognuna al proprio pubblico di riferimento. E Allegro Capriccioso per i piccolissimi tra i zero e i tre anni.

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