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Intesa Sanpaolo, Mps, Carige, Unicredit. Ecco la classifica dei manager più pagati profumatamente

Veneto banca, CARLO MESSINA, banca intesa

La ricerca Uilca sui compensi dei manager bancari 2016 evidenzia come le retribuzioni dei Presidenti dei Consigli d’Amministrazione e/o Consigli di Sorveglianza e degli Amministratori delegati e/o Direttori generali (Ceo), depurate degli eventi straordinari, sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,14%) rispetto al 2015. La retribuzione complessiva dei Ceo degli istituti bancari oggetto della ricerca, evidenzia comunque alcune novità:

• La retribuzione per la posizione di Ceo in Intesa Sanpaolo è aumentata dal 1 marzo 2016, nella funzione di Direttore Generale, da 1,3 milioni di euro a 2,0 milioni di euro (+ 53,84%) e nella funzione di Consigliere Delegato da 350.000 euro a 500.000 euro (+42,8%) dal 27 aprile 2016.

• In UniCredit la sostituzione del Ceo ha comportato un esborso aggiuntivo di 9,6 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro differiti, mentre già nel 2017 il nuovo Ceo ha scelto di ridursi la retribuzione fissa del 40%, da 2 milioni di euro a 1,2 milioni di euro.

• In Monte dei Paschi di Siena vi è stato l’avvicendamento del Ceo, che ha comportato una spesa di ulteriori 3,1 milioni di euro per la società, dei quali 2,3 milioni come incentivo per la risoluzione del rapporto di lavoro di Direttore Generale e 749.000 euro quale indennità di fine mandato come Amministratore Delegato. La società MPS ha pagato un bonus di 300.000 euro al nuovo AD per l’accettazione della carica.

• In Carige, il cambio del CEO, ha portato ad una riduzione della retribuzione nella funzione di Capo Azienda, per questo vi è una contrazione di 400.000 nella retribuzione. Anche nel 2016 la retribuzione dei CEO degli istituti di credito è pari, come nel 2015, a 57 volte la retribuzione media lorda (28.000 euro) di un bancario, mentre tale rapporto è di 21 se consideriamo la retribuzione dei Presidenti.

Nel 2016 solo 6 degli 11 istituti di credito di cui abbiamo analizzato le retribuzioni hanno chiuso in utile. Nella tabella sottostante, sono evidenziati i compensi per la posizione di CEO e di Presidente erogati dalle banche negli ultimi quattro anni (2013-2016), che sono complessivamente di 97,4 milioni di euro, di cui 10,7 milioni di euro provenienti da retribuzione variabile. A questi emolumenti vanno sommati gli indennizzi per la cessazione del rapporto di lavoro erogati nel 2016 al Ceo di Mps (3,1 milioni di euro in parte liquidati cash) e di UniCredit (9,6 milioni di euro di cui solo una parte liquidati cash), per cui il totale diventa di 110,1 milioni di euro.

Nella stessa tabella sono riportati gli utili, o meglio le perdite complessive, conseguiti negli ultimi quattro anni dalle banche della nostra ricerca, pari a 34,8 miliardi di euro.

Le cinque banche (UNICREDIT – MPS – BANCO POPOLARE – UBI – CARIGE) che nel quadriennio considerato hanno riportato perdite, complessivamente per 39,3 miliardi di euro, hanno erogato ai loro CEO e Presidenti 50,2 milioni di euro di retribuzione e 12,7 milioni di euro quali indennità di fine carica, per un totale di 62,9 milioni di euro.

Esistono molti fattori che determinano risultati economici negativi, tra i quali vi sono senza dubbio sia la scelta del manager da parte degli azionisti, sia le scelte del management oltre alla situazione dell’impresa, ma i dati da noi raccolti ci segnalano che le retribuzioni dei manager e i risultati economici non sono correlati. Per questo crediamo sia utile incrementare quella parte di retribuzione che è vincolata al raggiungimento di obiettivi stabili e duraturi e diminuire la parte fissa del compenso. Oggi la retribuzione dei CEO del settore bancario in Italia continua a essere per la maggior parte fissa, l’86% nel 2016, nonostante vi siano abbondanti illustrazioni nelle relazioni sulla remunerazione di incentivi monetari e azionari previsti e deliberati legati ad obbiettivi pluriennali, ma nonostante questo non si rilevano incrementi nella parte variabile della retribuzione.

 

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