Le foto hanno l’eloquenza di un elzeviro. Prendete quella di Pogba a Mecca per il Ramadan. Pogba è calciatore dai piedi fini e pellegrini. In forza alla Juventus, è stato acquistato due anni fa dal Manchester United che gli versa circa 15 milioni di sterline a stagione. La tipica zakāt. È un privilegiato quanto a fede: calcistica e religiosa. Il Ramadan pare sia stato inventato proprio per i calciatori come lui. Gli unici che a Giugno, come studenti, insegnanti e sauditi, sono in vacanza.

Torino – Mecca. Due luoghi pieni di fede. Troppa fede e troppa folla. A Mecca nel 2015 morirono, per troppa folla, circa 700 persone. In gran parte donne. A Torino, in occasione della finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, in Piazza San Carlo, è morta una donna e 1500 sono stati i feriti.
Povere donne, costrette a correre dietro agli uomini e alle loro fedi. Alle gesta e ai sermoni della domenica di uomini vestiti di parastinchi e paramenti. Cui la tv riserva sempre una diretta.
Povere donne e poveri diavoli. A Mecca, si stava svolgendo il rito della lapidazione del diavolo. A Piazza San Carlo, si inveiva contro quel diavolo di Cristiano Ronaldo.
E però un appunto. Ogni fede, e perfino Dio sa quanto siano importanti le fedi, ha bisogno del suo luogo sacro. L’islam ce l’ha appunto a Mecca. La Juventus non ha il suo stadio?

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