Vita, passioni e strategie del leader del Partito Conservatore Scozzese

Lesbica, cattolica, conservatrice e leader della classe sindacale. Ruth Davidson non è un politico qualsiasi. Con i suoi 38 anni, è il rappresentante più giovane del Partito Conservatore scozzese ed è riuscita a dare una svolta all’immagine del partito nella regione. Nelle prossime elezioni dell’8 giugno lei potrebbe compiere il miracolo: fare rinascere i tories in un territorio considerato perso da decenni.

I PRECEDENTI DEI CONSERVATORI IN SCOZIA

C’è una battuta inglese che dice che ci sono più panda in Scozia che deputati conservatori a Westminster. Come ricorda il Guardian, i tories sono specie in estinzione da quando la Lady di ferro Margaret Thatcher li fece diventare il “nasty party” per colpa del crollo dell’industria scozzese. L’ultima volta che il Partito Conservatore ottenne un buon risultato elettorale è stato nella decade degli anni ’70 durante il governo di Edward Heath. Ora c’è soltanto un unico parlamentare alla Camera dei Comuni, David Mundell. Durante le elezioni del 2015 i conservatori scozzesi sono stati travolti dal Partito Nazionale Scozzese di Nicola Sturgeon.

LA SPERANZA DI NUOVI RISULTATI

L’8 giugno la storia potrebbe cambiare: con la guida di Davidson i tories potrebbe aumentare a 12 il numero di seggi. Secondo un sondaggio pubblicato dal The Sunday Times, il 33 per cento degli scozzesi sostiene il Partito Conservatore. Rispetto al 2015, l’aumento è significativo: più di 18 punti. I tories scozzesi potrebbero togliere 10 seggi al Partito Nazionale Scozzese e uno al Partito Laburista.

FORMAZIONE E VITA POLITICA

Nata nel 1978 a Edimburgo, Ruth Elizabeth Davidson è il capo del Partito conservatore e sindacale scozzese. Si è laureata all’Università di Edimburgo in Letteratura inglese e ha conseguito un master in Arti. Ha lavorato come giornalista della BBC ed è stata tre anni come riserva dell’esercito britannico. Nel 2009 si è candidata con i conservatori nella circoscrizione elettorale di Glasgow North East. Quella volta non ci è riuscita ad entrare in Parlamento ma ci ha riprovato – con successo – ed è membro del Parlamento dal 2011. È stata nominata leader del partito il 4 novembre del 2011.

STURGEON E LA VOGLIA DI REFERENDUM 

Sturgeon non ha dubbi: dopo la Brexit vuole un altro referendum per l’indipendenza della Scozia, nonostante la bocciatura del 2014. Il primo ministro scozzese ha detto che alla fine del processo per l’uscita dall’Unione europea, “non ora, ma quando i termini del negoziato saranno noti, la Scozia dovrà poter scegliere sul proprio futuro: o seguire il Regno Unito sul sentiero della Brexit o diventare un paese indipendente”. Così, alle elezioni dell’8 giugno Sturgeon si presenta come la proposta per una nuova scelta.

DAVIDSON E IL NON NAZIONALISMO SCOZZESE

Dall’altra parte, Davidson, insiste che i tories voteranno contro qualsiasi richiesta di procedere ad un nuovo referendum perché la maggioranza degli scozzesi non sono nazionalisti: “Credo che la Scozia sia il posto più speciale del mondo, ma noi abbiamo votato per rimanere all’interno del Regno Unito che abbiamo contribuito a costruire, a sostenere e per questo abbiamo votato. Mi sembra che Sturgeon dimostri poco rispetto per la volontà già espressa dagli scozzesi”.

Quando Davidson è nata, in Scozia l’omosessualità ancora era considerata un reato. Per timore dei giudizi della sua famiglia, Davidson aspettò fino ai 25 anni prima di fare outing, anche se lo sapeva da molto prima, come ha confessato in un’intervista alla Bbc. Secondo Simon Hix, professore della London School of Economics, lei ha un profilo molto interessante ed è l’artefice del cambio di immagine del partito. In un’intervista al Confidencial, Hix ha spiegato che Davidson è “giovane, apertamente omosessuale e ha un background molto diverso dal tipico candidato tory. Ha un discorso social-liberale e un’immagine moderna, più vicina a David Cameron o George Osborne. Questo è il tipo di Partito Conservatore che funziona in Scozia. […] In Inghilterra, con Theresa May, il partito è più tradizionale, più old fashion”.

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