Lunedì 26 giugno 2017 Angela Merkel, la cancelliera tedesca, leader del partito cristianodemocratico (CDU) e candidata per un quarto mandato con CDU-CSU ha aperto in modo inaspettato al same-sex marriage. Ossia, il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

In Germania, le coppie tra persone dello stesso sesso sono legali dal 2001. La SPD guidata da Martin Schulz ha pubblicato domenica 25 giugno, dopo il voto in assemblea nazionale, il programma di governo e a pag. 65 c’è un intero capitolo dedicato ai diritti LGBTQI. Schulz aveva sfidato Merkel proprio su questo tema: non faremo nessuna coalizione di governo se non sarà approvato il matrimonio egualitari. Lo stesso avevano detto FDP il partito liberale di destra e i Verdi.

Favorevoli a questo provvedimento anche quelli di Die Linke, ma certamente non interessati a mettere un aut-aut per un’alleanza con la CDU, che è impossibile.

Angela Merkel ha detto che la CDU lascerà libertà di scelta al voto dei suoi deputati e delle sue deputate. Nessun veto, come invece era accaduto in passato. Si parla di voto in libertà di coscienza.

La SPD oggi fa sapere che spingerà per un voto entro la settimana. Schulz forte della sua posizione chiara e coraggiosa sul tema, ha esso Merkel spalle al muro. Non potrà tirarsi indietro, pena apparire come non credibile. In Germania, a differenza dell’Italia, il tema LGBTQI è centrale nel dibattito politico. Farne un uso propagandistico farebbe perdere parecchi punti a Merkel e alla CDU.

Adesso c’è da vedere se sarà effettivamente possibile votare la proposta di legge. Comunque, la SPD ha già specificato nel programma non solo che vuole il matrimonio egualitario, ma anche la riforma delle adozioni e l’inserimento nell’art.3 della Costituzione tedesca, che tratta dell’uguaglianza, di un riferimento esplicito alle persone LGBTQI.

Merkel ora che farà? Andrà avanti, o tornerà sui suoi passi?

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