L'articolo di Marco Orioles

Il processo di reislamizzazione della Turchia sotto Erdogan procede a passi da gigante e ha appena registrato un nuovo successo: nella riforma dei curricula scolastici appena varata dal governo è stata cassata la teoria evoluzionista, che non sarà più insegnata nelle scuole superiori ma solo all’università. La riforma prende spunto dalle proposte del sindacato scolastico conservatore e filo-governativo Egitim Bir-Sen ed entrerà in vigore già nel prossimo anno scolastico.

Come ha dichiarato Alpaslan Durmus, funzionario del ministero dell’educazione che si occupa dei curricula scolastici: “Abbiamo escluso temi controversi per studenti la cui età non permette loro di capire il background scientifico di questi temi. Siccome gli studenti della classe nona (14-15 anni) non hanno le basi per capire la sezione di biologia ‘L’origine della vita e l’evoluzione”, questa sezione sarà proposta solo” all’università. Pertanto, il capitolo “Il principio della vita e dell’evoluzione” inserito finora nei testi scolastici sarà sostituito con uno dedicato a “Gli esseri umani e l’ambiente”. Secondo Durmus, il cambiamento permetterà al curriculum di essere maggiormente in linea con i “valori locali e nazionali”.

L’espunzione del darwinismo non è l’unica novità prevista dalla riforma curriculare. Nei programmi scolastici sarà ridotto lo spazio ai temi del secolarismo e alla figura del padre della patria Kemal Ataturk, che del secolarismo è stato il più attivo promotore. È previsto invece un capitolo sul golpe dell’anno scorso, che sarà presentato da una prospettiva filo-governativa e nazionalista, in linea con le presumibili preferenze del presidente Erdogan.

La riforma è emblematica dello scontro in corso tra il fronte conservatore e quello secolare, che nei tre lustri di governo del partito di Erdogan AKP ha visto sempre più imporsi il primo sul secondo. Come scrive su Al Monitor Mustafa Akyol, ricercatore del Freedom Project al college di Wellesley, “dagli anni 2000, i conservatori religiosi hanno la prevalenza in Turchia, e il loro disprezzo per la teoria dell’evoluzione è consolidato. Molti di loro considerano la teoria come corrosiva della fede religiosa e vogliono proteggere le giovani generazioni da queste idee dannose”. Che l’evoluzionismo sarebbe stato preso di mira era dunque più che prevedibile, come dimostra peraltro un episodio risalente al 2009, quando il Consiglio per la Ricerca Scientifica e Tecnologica (TUBITAK) pose Darwin nella copertina della sua rivista. Risultato: il direttore della rivista fu sospeso, e a partire dal 2013 il TUBITAK ha smesso del tutto di pubblicare libri sull’evoluzionismo.

Non sono mancate comunque le proteste. Alcuni accademici turchi hanno sottolineato che in questo modo la Turchia si allinea all’unico paese che non insegna l’evoluzionismo a scuola, l’Arabia Saudita, e che persino in Iran il curriculum prevede 60 ore sull’evoluzionismo e 11 sullo stesso Darwin.
Considerata la recente vittoria elettorale di Erdogan al referendum sulla riforma presidenziale, che consegna il paese nelle mani del suo dominus per altri lunghi anni e con poteri da autocrate, si può senz’altro ritenere che vi saranno altre occasioni in cui Kemal Ataturk si rivolterà nella tomba.

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