Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stata allestita l’interessante mostra Amori Divini visitabile fino al 16 ottobre 2017 e curata da Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo.

Una esposizione di 80 opere attraverso il tema dell’amore nella mitologia greca e la sua ricezione nell’arte nel corso dei secoli, dall’epoca classica greco-romana fino a quella ottocentesca, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con l’organizzazione di Electa.

In particolare, con opere provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri (tra gli altri, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna), la mostra racconta i miti amorosi accomunati dal processo della metamorfosi. Almeno uno dei protagonisti, uomo o dio, muta forma trasformandosi in animale, in pianta, in un oggetto o in fenomeno atmosferico per conquistare la persona amata.

Il mito di Giove che si trasforma in una pioggia d’oro per conquistare Danae oppure in un’aquila per catturare Ganimede, e poi ancora i miti di Narciso e dell’Ermafrodito. Storie che come dice Jung appartengono al nostro immaginario collettivo e continuano a “raccontare” qualcosa a ognuno di noi.

Accanto ai vari manufatti antichi di soggetto mitologico – pitture parietali e vascolari, sculture in marmo e in bronzo, gemme e preziose suppellettili – per ciascun mito viene proposto un confronto con una selezione di opere di periodi più recenti.

Infatti oltre 20 opere tra dipinti e sculture, con particolare attenzione all’arte del sedicesimo e diciassettesimo secolo, illustrano i momenti fondamentali della ricezione moderna del mito e ne mettono in luce evoluzioni, modifiche e ampliamenti. Artisti quali Baccio Bandinelli, Bartolomeo Ammannati, Nicolas Poussin, Giambattista Tiepolo e molti altri ancora permettono non solo di seguire la fortuna del mito greco fino ad epoche a noi più vicine, ma anche di comprendere il ruolo che, in questa tradizione, giocano le fonti letterarie ed iconografiche antiche.

Il percorso di mostra, che occupa le sale del museo attigue al salone della Meridiana, caratterizzate da splendidi mosaici antichi inseriti nei pavimenti, presenta inoltre una importante campionatura della collezione vascolare del MANN che sarà nuovamente visibile per quanto riguarda le opere provenienti dalla Magna Grecia con il prossimo riallestimento (2018) di quella collezione del Museo, il cui progetto scientifico è curato da Enzo Lippolis e che comprenderà accanto ai vasi, bronzi, terrecotte, ori e lastre tombali dipinte.

Con la mostra Amori Divini, voluta da Paolo Giulierini, il Museo Archeologico prosegue il programma espositivo promosso insieme al Parco Archeologico di Pompei, dedicato a rapporti e scambi tra Pompei, il mondo romano e il Mediterraneo antico. Fino al 27 novembre 2017 si potrà visitare la mostra Pompei e i Greci allestita negli spazi della palestra grande degli scavi di Pompei.

 

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