E’ perfetto il progetto editoriale di Mario Sechi. Si chiama List ed è disponibile on line. A breve, per fortuna, a pagamento.
Una pagina di grande impatto. Pulita, snella ed efficace. La notizia è arruminata dalla saliva dell’autore la cui chimica, senza depravarne l’oggettività, scatena reazioni. List è uno dei pochi prodotti editoriali che guarda alla politica estera con originalità, quasi mai abbeverandosi nella mangiatoia bassa del mainstream.
Lo sguardo dell’autore conosce la geografia e sa quanto questa spinge tettonicamente sulla politica e sulla storia. Dal Reno al Potomac, dagli Urali al Fujiyama, i pezzi sono un reticolo mai banale di rimandi che vanno dalla storia al cinema, dagli affari alla finanza.

Se è vero che il ritmo della società, oggi, corre su autostrade digitali seguendo i megatrends a colpi di big data, alla fine la storia si da sempre appuntamento ai soliti bivi dove il corpaccione dell’umanità si ritrova a cercare una rete wi-fi aperta o una presa di corrente dove caricare il laptop.
List è nata come rubrica su Il Foglio. Ed è tra le cose buone che su Il Foglio non ci sono più. App compresa. Sechi è avvisato, l’importo dell’abbonamento annuale de Il Foglio il sottoscritto è disposto a versarlo.

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