Nell’epoca dei PIR – i piani individuali di risparmio che investono nelle piccole e medie imprese italiane, finanziare l’economia reale sembra essere un’idea condivisa. Formule diverse emergono anche nel Fintech, con i portali che si occupano di p2p lending, prestiti erogati da privati a imprese attraverso processi snelli online; per non parlare del direct lending che spopola nel mondo anglosassone e delle molte nuove norme, tutte italiane, a supporto del venture capital.
In questi giorni anche una SGR si è lanciata in un progetto dedicato all’economia reale.
Parliamo del Fondo di Credito Diversificato per le Imprese, con obiettivo di raccolta totale di 500 milioni di euro di cui 50 milioni già sottoscritti dal Fondo Europeo per gli investimenti (FEI), come strumento per finanziare le Pmi italiane, almeno cento aziende, sotto forma di credito a medio-lungo termine e obbligazioni. Si tratta del più grande investimento del Fei finora, in Italia: hanno investito cifre simili solo con Robeco e BNP Paribas.

A lanciare il Fondo è Springrowth, una Sgr indipendente, fondata l’anno scorso da cinque professionisti che arrivano dal mondo delle banche:  Massimo Di Carlo (ex Mediobanca), Gianluca Oricchio (ex Unicredit), Alessandro Ravogli (ex Banca Imi), e Andrea Moneta e Andrea Crovetto. Nel Cda siedono anche, come presidente, Alfonso Querejeta, già Segretario Generale della BEI, e Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda e patron dell’azienda biomedica Synopo (nella foto, a sinistra). Springrowth SGR mira a diventare un primario asset manager specializzato in strumenti di credito, riconoscibile per strategie di investimento innovative costruite su misura delle esigenze degli investitori.

Il fondo d’investimento è un fondo alternativo, chiuso e riservato di diritto italiano: persegue una strategia incentrata sul contenimento del rischio, basata sulla rilevante diversificazione del portafoglio.
Il modello di business di Springrowth si basa su un approccio di condivisione con il sistema bancario e con gli intermediari finanziari in una logica di cooperazione nel rispetto della reciproca indipendenza e separatezza dei ruoli.

“L’impegno del FEI come cornerstone investor nel Fondo di Credito Diversificato per le Imprese, e più in generale nel private debt Europeo, è mirato a facilitare l’allocazione di capitali privati a beneficio delle PMI e in ultima istanza dell’economia reale. Questa iniziativa, nell’ambito del programma EREM, è in linea con la missione e la strategia del FEI di migliorare l’accesso al credito a medio e lungo termine delle PMI e facilitare la disponibilità di finanziamenti non bancari in Europa”, così Pier Luigi Gilibert, Chief Executive del Fondo Europeo per gli Investimenti, ha commentato l’adesione all’iniziativa. Che è garanzia della bontà del progetto.

“La Fed ci ha accordato la sua fiducia – spiega Massimo Di Carlo, Amministratore Delegato di Springrowth SGR – dopo un approfondito processo di due diligence. Il Fondo Diversificato di Springrowth offre alcune peculiarità uniche che unite all’elevata diversificazione e al rigore del processo di investimento determinano un profilo di rischio-rendimento particolarmente adatto ad investitori istituzionali di medio e lungo termine che ricercano una sana esposizione creditizia verso aziende che rappresentano l’eccellenza dell‘imprenditoria italiana. Questa iniziativa, che è complementare alla finanza fornita dal sistema bancario, si prefigge di rafforzare la capital structure delle migliori PMI per renderle più competitive sui rispettivi mercati di riferimento. Oggi annunciamo l’apertura della raccolta che contiamo di completare entro i prossimi mesi grazie all’interesse di una dozzina di altri investitori”.

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