Il punto di Rossana Miranda

La tensione è alle stelle in Venezuela. Domenica 30 luglio il Paese si gioca il futuro democratico nell’elezione dei 545 membri dell’Assemblea Costituente (qui l’approfondimento di Formiche.net). Il governo americano ha diffuso un comunicato nel quale chiede alla popolazione di rifornirsi con scorte di acqua e cibo per le prossime settimane e ha annunciato il ritiro del personale diplomatico dal territorio venezuelano. Le aerolinee hanno deciso di sospendere i voli da giovedì per motivi di sicurezza e la frontiera con la Colombia è chiusa, dopo che circa 24mila persone hanno cominciato ad attraversare il ponte Simón Bolívar a piedi.

Il presidente Nicolás Maduro però non molla. Secondo alcune indiscrezioni, l’ex presidente socialista spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero – impegnato da mesi nella mediazione tra l’opposizione e il governo venezuelano – era pronto per la partenza dall’aeroporto internazionale di Caracas. È dovuto tornare indietro e programmare un nuovo incontro tra le parti dopo il discorso del presidente Maduro nel comizio di chiusura della campagna elettorale.

LA MINACCIA DI MADURO

“Il 30 luglio ci sarà un altro miracolo di questa rivoluzione. […] Alla fine della giornata, se abbiamo 15mila lavoratori, non ci sono scuse, impresa per impresa, ministero per ministero, comune per comune, tutti gli impiegati pubblici devono votare per la Costituente, si capisce?”, ha detto Maduro ai suoi sostenitori, riuniti nel viale Bolívar di Caracas. Il governo ha disegnato una campagna di minaccia e ricatto per costringere i beneficiati dei programmi di assistenza sociale e i lavoratori del settore pubblico ha votare per i membri dell’Assemblea Costituente. “Chi non lo farà, sarà un traditore della rivoluzione”, ha detto Diosdado Cabello, rappresentante del Partito Unico Socialista del Venezuela, indagato per narcotraffico negli Stati Uniti, secondo il New York Times.

LA POLITICA DELLA PAURA

“Chi non andrà a votare il 30 luglio, lunedì 31 sarà licenziato. Qui non stiamo giocando”, ha detto un responsabile di risorse umane della petrolifera Pdvsa. La paura di perdere il lavoro e la fame sono sfruttate dal governo. Secondo Marino Alvarado, presidente dell’ong Provea, la politica del ricatto del chavismo prevede che ogni lavoratore del settore pubblico porti con sé altre 10 elettori. L’organizzazione ha raccolto circa 40 casi in cui si minaccia il licenziamento collettivo per motivi politici.

L’OBIETTIVO: OTTO MILIONI DI VOTI

Tuttavia, l’obiettivo non sarà facile da raggiungere: il chavismo dovrà sconfiggere l’astensione e arrivare ad almeno otto milioni di voti, soglia raggiunta dall’opposizione durante il referendum del 16 luglio per cercare di bloccare la Costituente.

E per chi dovranno votare i venezuelani? Tra i 6mila candidati all’Assemblea Costituente postulati per 545 posti ci sono lavoratori, studenti, casalinghe, contadini, pescatori, pensionati, membri del Partito Socialista Unico del Venezuela e il figlio e la moglie di Nicolás Maduro. Uno spettro della società civile, sostenitrice del governo. A causa delle condizioni imposte per la candidatura, è stata impossibile l’approvazione di rappresentanti dell’opposizione.

I CANDIDATI (UNICI) DEL CHAVISMO

Negli spot trasmessi dall’emittente dello Stato, si possono conoscere le proposte dei candidati. Reinaldo Jiménez, ad esempio, è un giovane rappresentante del municipio Cardenas. “Sono stanco dei cambiamenti che non sono arrivati alle strutture dello Stato – spiega – e voglio successo e prosperità per il Paese, con leggi reali che possano combattere le contraddizioni sociali”. Carla van Stranhlen è candidata per il settore Commercio e Banca: “Andiamo tutti a votare, dobbiamo partecipare in questo momento storico in cui possiamo fare la rivoluzione dentro della rivoluzione. Garantendo i successi che abbiamo raggiunto e sistemando quello che non funziona”.

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César Augusto Sánchez è candidato per il settore pensionati: “Per la pace e la patria, per garantire il progetto di legge con carattere costituzione della missione ‘Amore maggiore’”. Néstor Suárez dice: “Per proteggere il legato di Hugo Chávez. La Costituente contribuirà a spingere il Paese e proteggere gli sviluppi sociali, combattendo la violenza e le minacce contro il popolo, in un processo profondamente democratico”. César Pietro, invece, cerca di spiegare (senza successo) “il processo della geometria del potere attraverso i motori dello sviluppo sociale, politico ed economico”. Ángel Velarde, candidato per il settore pensionati, dice di avere “molte buone idee per rifletterle nella Costituente. Vogliamo migliorare la qualità di vita dei pensionati. Grazie alla medicina della rivoluzione adesso arriviamo a 90 anni. Votare è un omaggio al Comandante supremo ed eterno Hugo Chávez. È ora di difendere la patria”.

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Luis Rondón spiega la sua proposta politica cantando: “La mia patria, il Venezuela, si trova in piena azione, con Nicolás Maduro e la Costituzione, lottando per la vita di un popolo imprenditore. Siamo avanguardia, siamo allegria, siamo i figli di Hugo Chávez Frias. Se perdiamo la patria, perdiamo i benefici della rivoluzione”.

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