“Meglio di niente”.

Si può tranquillamente riassumere così il dibattito sul reddito di inclusione, la nuova forma di sostegno per individui e famiglie in povertà assoluta.

L’Istat stima in 1 milione e 619mila le famiglie in condizione di povertà assoluta, quasi 5 milioni di individui, che non riescono a sostenere la spesa minima necessaria per acquisire beni e servizi di prima necessità e la misura interesserebbe “solo” 400mila famiglie, con un aiuto economico che può arrivare fino ad un massimo di 485 euro al mese variabili a seconda della composizione e dell’ISEE del nucleo.

É proprio il numero delle famiglie che riceverebbe l’aiuto economico il fulcro del dibattito.

Poche?

Non sarà sicuramente l’opinione di chi riceverà il REI e riuscirà magari ad arrivare a fine mese, pagare l’affitto o fare anche solo una spesa al supermercato in più.

Forse è proprio questo il punto, il REI non aiuterà proprio tutti, non risolverà di certo il problema della povertà assoluta in Italia (per non parlare di quella relativa) ma è di certo un inizio, e per gli interessati non sarà sicuramente trascurabile.

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