La rubrica di Roberto Battiston, presidente Agenzia Spaziale Italiana, per il mensile Airpress

Un agosto intenso per lo spazio. Mentre molti di noi si godono un meritato riposo, il moto di pianeti e satelliti, artificiali e non, non si arresta.

Per quanto riguarda il sistema solare, agosto è il mese delle Perseidi, il pulviscolo lasciato lungo l’orbita dalla cometa Swift-Turtle e che è la causa del fenomeno delle stelle cadenti. La Luna si trova invece nelle vicinanze di un nodo, un periodo in cui la sua orbita e quella della Terra giacciono nello stesso piano che contiene il Sole. Il resto del tempo la Luna orbita con una inclinazione di 5 gradi rispetto all’orbita terrestre e le rispettive ombre non toccano l’altro corpo celeste. Per cui la terra e la luna giocherellano con la loro ombra: il 7 agosto la Terra ha coperto un pezzettino di luna, fenomeno visibile in Italia, ma ieri la Luna ha nascosto completamente il Sole negli Stati Uniti ed in parte del Nord Europa.

Per quanto l’attività umana, i lanci di interesse nazionale, dopo il lancio del nostro Paolo Nespoli il 28 luglio da Baikonour (Kazakistan) alla volta di una missione di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), abbiamo continuato il primo di agosto con il decimo lancio Vega da Kourou (Guiana francese) per portare in orbita un satellite della Difesa Italiana assieme ad un satellite di osservazione della terra Franco-Israeliano. Il 14 agosto un Falcon 9 di Space-X ha portato a bordo della ISS un cargo di rifornimenti per gli astronauti, tra cui il materiale per buona parte degli esperimenti scientifici che Paolo svolgerà durante la sua missione VITA.

Nelle prossime settimane tutta l’attenzione andrà all’evento del secolo, il Cassini “Grand Finale”, il grande tuffo della sonda Cassini il prossimo 15 settembre nell’atmosfera di Saturno a 20 anni dal suo lancio e dopo un girovagare tra i pianeti che la ha vista visitare Venere, Giove e buona parte delle lune di Saturno. Per l’occasione l’Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con NASA e INAF, ha inserito il grande Radio Telescopio della Sardegna (SRT) nella Rete dello Spazio Profondo (DSN), per registrare gli ultimi segnali della sonda mentre si immerge nella densa atmosfera di idrogeno.

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