Medjugorje va verso un possibile riconoscimento. Almeno delle prime sette apparizioni, secondo quanto stabilito dal dossier preparato dalla commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini. Parola di monsignor Henryk Hoser, l’arcivescovo polacco inviato questa primavera nel paesino della Bosnia Erzegovina da Papa Francesco per riferire sull’assetto spirituale della località nella quale, dal 1981, si verificherebbero delle presunte apparizioni (ormai quel “presunte”, par di capire, è vicino ad essere tolto da ogni frase su Medjugorje). Lo ha detto in un’intervista all’agenzia polacca di stampa cattolica Kai il 19 agosto scorso.

Nel corso dell’intervista, l’inviato speciale di Jorge Mario Bergoglio ha ricordato i suoi compiti: non sono venuto qui a giudicare della veridicità delle apparizioni – ha detto – ed è difficile che il mio rapporto possa influenzare il giudizio finale della Santa Sede. Tuttavia, ha spiegato, ho incontrato i presunti veggenti e li ho trovati sani di mente. Non è tutto: per Hoser è impossibile che “sei persone abbiano mentito per 36 anni”, e ha dichiarato che tutto l’incartamento in possesso della Congregazione per la Dottrina della Fede è stato trasmesso alla Segreteria di Stato vaticana, quindi è lecito attendersi il possibile riconoscimento delle apparizioni di Medjugorje entro la fine dell’anno (se volete leggere un breve sunto in inglese dell’intervista, potete cliccare direttamente qua).

Hoser ha sottolineato come il principale fenomeno di Medjugorje sia la confessione. Ha incontrato molti sacerdoti (Medjugorje è noto come “il confessionale d’Europa”), che gli hanno testimoniato una frequenza straordinaria a questo Sacramento e, inoltre, storie di conversioni eccezionali, con penitenti che sono entrati nei confessionali a pentirsi dei loro peccati dopo anni e anni di assenza dalla Chiesa. In particolare, ha asserito: “Penso sia possibile riconoscere l’autenticità delle prime sette apparizioni come proposto dalla Commissione Ruini. Tuttavia, è difficile pensare che ci sarà un altro responso, perché è difficile credere che sei veggenti abbiano mentito per 36 anni. Quello che dicono è lampante. Non sono malati di mente. Un forte appiglio per l’autenticità delle apparizioni è la loro fedeltà alla dottrina della Chiesa”. Per il presule polacco: “Se le apparizioni saranno riconosciute, sarà un grosso stimolo per Medjugorje. In ogni caso, questo movimento non si fermerà e non dovrebbe essere fermato, grazie ai buoni frutti che ne germogliano”. E non solo: “Medjugorje è uno dei più vivi luoghi di preghiera e conversione in Europa, ed ha una spiritualità sana”.

Già alla partenza verso Medjugorje, Hoser aveva sottolineato come il Papa fosse molto attento a Medjugorje e aveva dichiarato: “Il fatto che vi arrivano circa 2,5 milioni di pellegrini all’anno da tutto il mondo, e che essi ne traggano un indubbio beneficio spirituale, non può essere trascurato o taciuto”.

E con questo le parole dell’inviato del Papa smentiscono il comunicato stampa di Ratko Peric, l’arcivescovo di Mostar (territorio nel quale ricade Medjugorje) che aveva accolto Hoser con una dichiarazione al vetriolo: una smentita totale di tutte le apparizioni, incluse quelle prime sette sulle quali la Commissione Ruini si è detta favorevole.

Peric era stato lapidario: “La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”. Non solo: Peric aveva messo in discussione la reale presenza mariana sottolineando che la presunta apparizione: “Ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi dopo ritorna; permette di farsi toccare”. Il fatto che la Madonna o presunta Madonna si sia fatta toccare: “Crea in noi una sensazione e convinzione che si tratti di qualcosa di indegno, inautentico e scandaloso”. Già: e come se non bastasse, più volte il Papa si era detto contrario alla figura di una Madonna “postina”, latrice di messaggi in giorni e ad ore predefinite. Tutto questo era sembrato un segnale contrario alle apparizioni di Medjugorje.

Da ultimo il Papa, durante il volo di ritorno da Fatima il 13 maggio scorso, aveva adottato una posizione molto interessante. Aveva infatti detto: “Il rapporto Ruini è molto, molto buono”. E aveva chiarito: “Sulle prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi, il rapporto più o meno dice che si deve continuare a investigare”. Ma adesso Hoser parla di possibile approvazione entro l’anno. E la Sala Stampa della Santa Sede non ha né smentito né corretto le affermazioni del presule polacco.

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