C’è spazio per un miglioramento strutturale dell’Italia. A sostenerlo Antonio Guglielmi, capo Equity Market di Mediobanca. Secondo Guglielmi, già capo degli analisti di Mediobanca Securities, questo miglioramento arriverà a stretto giro, entro il 2019, nonostante il consensus resti fermo su una previsione di crescita del PIl all1,1%. A dare il là a questa idea l’upgrade del PIl dallo 0,8% di maggio all’1,4% di qualche giorno fa. “Ma il sentiment va in questa direzione: il momentum macro è in crescita per l’Italia”, si legge nel report. Tre i comparti con maggiore appeal: ovvero le banche, i settori ciclici e quelli orientati all’export.

Una posizione abbastanza contrarian, che si basa però su alcune motivazioni. La prima è che l’inizio delle discussioni sulla Legge di Bilancio, con il meeting della Cabina di regia, ha mostrato una situazione più rosea rispetto a qualche mese fa. “Si attende una legge di bilancio da 18 miliardi basata su tre pilastri: tagli fiscali per le assunzioni di under 32 anni; maggiori risorse a favore dei poveri; conferma degli incentivi introdotti con il pacchetto industria 4.0. Il deficit contribuisce a questa somma per 8 miliardi, mentre gli altri dieci arriveranno da fonti extra, la metà dei quali nel rispetto delle regole di Bruxelles. C’è spazio per una politica fiscale più lasca e la paura del mercato di una legge di bilancio pesante non è a nostro avviso più giustificata”.

A spingere il Pil saranno gli incentivi di industria 4.0, in particolare. Ovvero l’iper e il superammortamento al 140 e al 250%, che spingeranno ancora gli investimenti delle imprese in beni strumentali e tecnologie. Il governo sta anche pensando di supportare le start up fino a 3 o 4 volte l’investimento privato in start up, sul modello israeliano. “Ci sono tre messaggi positivi: l’accelerazione del PIL nel primo semestre non dipende dall’avvio ritardato degli incentivi fiscali, che deve ancora essere catturato dai numeri – scrive ancora Mediobanca – inoltre, è stato evitato l’effetto “pannello solare cinese”, quello che qualche anno fa favorì, con gli incentivi al fotovoltaico, i produttori tedeschi e cinesi. le macchine sono made in Italy e il giuro d’affari sta crescendo a doppia cifra anni su anno. Infine, i dati sulla produzione industriali non colgono ancora questa crescita perché le forniture di quest’anno sono state effettuato per lo più dal magazzino. La ricostituzione delle scorte sarà il booster del Pil del prossimo anno nella nostra visione”.

Le buone notizie per Mediobanca non sono finite. E arrivano anche dall’export “Nel corso della Branded good conference che abbia tenuto di recente a Milano – si legge nel report – il sotto segretario del Mise Scalfarotto ha definitivo sostenibile la crescita annual dell’export del 5%, che dovrebbe anche accelerare all’8% su base annua per il primo semestre 2017. E gli esportatori possono contare su una piattaforma istituzionale forte, su una banca import-export efficace e CDP e Sace dentro al gioco”. E infine gli NPL, “il cui mercato è molto più maturo rispetto a un anno fa, più liquido e con un maggior numero di players”.

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