L'intervento di Renato Brunetta, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati

Per la prossima legge di bilancio, da presentare entro la prima metà di ottobre, il conto per il governo è già particolarmente salato: oltre 40 miliardi di euro da trovare per rispettare gli accordi presi con l’Europa ed esaudire i desideri di questo e quel rappresentante del Partito democratico, inclusi i diktat di Matteo Renzi.

A conti fatti, la composizione prevede circa 17 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia relative all’aumento dell’Iva a partire dal gennaio 2018; 12-14 miliardi per correggere di 0,9 punti il deficit tendenziale, sempre per il 2018; tra 2 e 4 miliardi per il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici, la cui trattativa è tutta in salita; 2-4 miliardi per la promessa (tra l’altro sbagliata) della decontribuzione temporanea per i giovani e il bonus di 40 euro per i pensionati; 2 miliardi per le spese indifferibili; 2 miliardi per l’annunciato taglio del cuneo fiscale; 1,5 miliardi per le misure di contrasto alla povertà; 2 miliardi per altri interventi di diversa natura. Totale, oltre 40 miliardi, appunto. Dove troverà tutte queste risorse l’esecutivo?

Dato che non ci sono, la speranza del governo è quella di ottenere dalla Commissione Europea il nulla osta per effettuare anche quest’anno una manovra in deficit. Ma questa, se accordata, andrebbe ad allontanare nuovamente l’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio e farebbe lievitare ulteriormente il debito pubblico italiano. Come se non fosse già a livelli record. Un’eventuale sconto sulla correzione del rapporto deficit/Pil di meno di 0,9 punti sarebbe, inoltre, un segnale negativo ai mercati finanziari in quanto conferma del fatto che i conti pubblici italiani sono sul sentiero sbagliato e che il governo non solo non mantiene gli impegni, ma non ha proprio idea di cosa significhi elaborare una valida strategia di politica economica.

(Tratto dal profilo Facebook di Renato Brunetta)

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