Che cosa pensa la Casa Bianca della Russia. Parla Stefano Silvestri (Iai)

Che cosa pensa la Casa Bianca della Russia. Parla Stefano Silvestri (Iai)
Conversazione con Stefano Silvestri, consigliere scientifico dello Iai e direttore editoriale di AffarInternazionali, a margine del Forum Transatlantico sulla Russia, organizzato dal Centro studi americani (Csa)

“Se la Russia intimidisce un po’ Turchia ed Europa, e non esagera, a Trump non va tanto male, dato che nel frattempo ha a che fare con altre rogne, dovendo affrontare i problemi legati all’Asia, alla Cina, alla Corea del Nord”. E “l’Europa non ha una strategia chiara nei confronti della Russia”. Ne è convinto Stefano Silvestri, consigliere scientifico dell’Istituto affari internazionali (Iai) e direttore editoriale di AffarInternazionali, con cui Airpress ha conversato a margine del Forum Transatlantico sulla Russia, organizzato dal Centro studi americani (Csa) e dall’ambasciata Usa in Italia, e svoltosi questa mattina a Roma con la partecipazione, tra gli altri, del ministro degli Esteri Angelino Alfano (qui il suo intervento) e dei presidenti delle commissioni Esteri e Difesa del Senato Pier Ferdinando Casini e Nicola Latorre (qui gli interventi).

In realtà, anche sulla chiarezza della postura russa restano alcune perplessità: “Non sono così sicuro che Putin abbia una strategia molto chiara”, ha detto Silvestri. “Secondo me – ha aggiunto – anche lui è portato dalle circostanze a fare determinate scelte”. Certamente, però, “il presidente russo conserva una strategia di tipo espansivo: vuole affermare il ruolo internazionale della Russia”. Ciò è possibile “perché ha lo spazio per farlo e le opportunità per procedere contemporaneamente su più scacchieri: Medio Oriente, Europa e soprattutto Asia e nei confronti degli Stati Uniti che sembrano lasciarlo fare”.

Qual è dunque la postura dell’Europa nei confronti di Mosca? “Se dovessi pensare all’Europa e non ai Paesi di Visegrád (ndr, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) che vivono nel timore di un attacco russo nonostante, difatti, siano del tutto dipendenti dal punto di vista energetico dalla Russia, non è facile identificare una chiara strategia europea”, ha spiegato Silvestri. “Se si prende in considerazione una core Europe che comprenda Germania, Francia, Italia, quello che resta della Spagna e magari anche il Regno Unito, sorgono spontanee alcune domande: qual è la nostra politica? Che strategia abbiamo nei confronti della Russia?”. Chiaramente, ha aggiunto il direttore editoriale di AffarInternazionali, “abbiamo interessi economici ed energetici e questo è normale; ma abbiamo una strategia nei confronti dell’Ucraina? Nei confronti della Russia in Siria, in Libia, in Egitto? O siamo invece in una fase meramente reattiva, un po’ difensiva data l’assenza di una strategia coerente e coesa nei confronti di Mosca?”.

Silvestri ha una risposta: “Credo che ci troviamo proprio in una situazione più reattiva che propositiva, ed evidentemente l’assenza degli Stati Uniti tende, in questi caso, a danneggiarci, aggravando la nostra debolezza”.

Gli Stati Uniti stanno dunque davvero arretrando? “Non è detto che stiano arretrando, ma sicuramente stanno facendo altro, occupandosi di altre questioni”. Proprio per tale ragione, “in questo momento la Russia fa forse comodo a Washington, vista la posizione che ha assunto in Medio Oriente e viste tutte le difficoltà che ha con la Turchia”. Così, ha spiegato Silvestri, “se la Russia intimidisce un po’ Turchia ed Europa, e non esagera, a questa amministrazione americana non va tanto male, dato che nel frattempo ha a che fare con altre rogne, dovendo affrontare i problemi legati all’Asia, alla Cina, alla Corea del Nord, ed avendo dunque altre priorità in cui noi, come Europa, non ci facciamo minimamente sentire”.

ultima modifica: 2017-10-14T08:10:10+00:00 da Stefano Pioppi

 

 

 

 

 

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