Centinaia di milioni di euro per la monarchia britannica e l’economia del Regno Unito: tanto potrebbe valere l’ingresso di Meghan Markle, attrice ora diventata fidanzata ufficiale del principe Harry d’Inghilterra, nella famiglia reale. Il fidanzamento non era ancora stato annunciato che già gli specialisti del settore, e i media britannici, avevano stimato l’impatto economico della nuova arrivata nella famiglia reale: secondo la società Brand Finance l’effetto positivo della nuova arrivata in famiglia solo per le vendite dei marchi di abbigliamento e di casalinghi, chiamato “effetto Meghan”, si può stimare in decine di milioni di sterline all’anno.

Il precedente illustre è quello della duchessa di Cambridge, Kate Middleton, dal 2011 moglie dell’erede al trono William, fratello di Harry: il cosiddetto “effetto Kate” sempre secondo la stessa Brand Finance nel 2015 era pari a 325 milioni di sterline, poi diminuiti a 200 nel 2017 a causa della scelta più legata alla privacy e di marchi di moda meno costosi per vestire i principini George e Charlotte. Questi numeri si spiegano con le scelte, i cosiddetti endorsement informali della famiglia reale, che fanno aumentare le vendite di alcuni prodotti e marchi, in particolare quelli che la duchessa sceglie per i figli. L’ingresso nella royal familiari di Meghan Markle, ha ipotizzato la società stessa, potrebbe avere un impatto economico simile. “Anche se è difficile fare già ipotesi sui numeri, ci si può aspettare che miss Markle si unisca alla duchessa di Cambridge come ambasciatrice della monarchia, specialmente negli Stati Uniti dove è nata e in Canada dove ha vissuto di recente” ha dichiarato a news.com.au il Ceo David Haig.

Per non parlare del business legato alle prossime nozze reali, che sono previste in primavera. La società di consulenza PwC aveva calcolato in 107 milioni di sterline i benefici commerciali per Londra derivati da spese dei turisti durante il matrimonio del principe William con Kate Middleton nel 2011 con 185mila persone che alloggiavano in città, mentre Visit Britain a lungo termine aveva previsto 2 miliardi di sterline di ritorno economico per il boom del turismo legato a quelle nozze reali. Dall’altra parte c’era anche la confederazione degli industriali britannici che aveva stimato 6 miliardi in meno dovuti alle vacanze concesse ai lavoratori proprio durante le nozze reali, in termini di mancata produttività e incassi, come riportava il Guardian.

In generale la stessa Brand finance (link al rapporto) in occasione dei 70 anni di matrimonio della regina Elisabetta II e Filippo di Edimburgo ha stimato che la monarchia britannica valga 67,5 miliardi di sterline (75 miliardi di euro) per l’economia britannica, 25,5 generati dai beni tangibili come i possedimenti della corona, i suoi gioielli e le collezioni d’arte, mentre il valore intangibile sarebbe di 42 miliardi. Nel 2017si stima che a queste cifre si siano aggiunti 1,76 miliardi ricavato delle visite a possedimenti reali come il castello di Windsor e Buckingham Palace, visitati nel 2016 da 2,7 milioni di turisti: tutti soldi che finiscono nelle casse dello stato britannico. 50 milioni secondo il rapporto citato anche da Forbes derivano dal contributo che la monarchia dà all’industria dell’arte e dei media: un esempio per tutti la serie TV Netflix “The Crown”. Questi dati vanno confrontati con il costo della monarchia per i contribuenti britannici: 292 milioni di sterline, cioè 4,5 per abitante, all’anno.

(Foto tratta dalla video intervista del Guardian)

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