L’ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale

L’ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale

“Il nostro futuro e quello dei rapporti umani dipende dai rischi che l’ecosistema cibernetico presenta ogni giorno”. Con queste parole Rosa Villecco Calipari (nella foto), vicepresidente della Commissione Difesa alla Camera, è intervenuta durante la conferenza L’ecosistema cibernetico al servizio della sicurezza nazionale da lei promossa, moderata dal direttore di Cyber Affairs Michele Pierri e conclusa dal ministro dell’Interno Marco Minniti. Per combattere i furti dei dati e la violenza sul web, fino ad arrivare alla guerra cibernetica tra i Paesi, secondo la componente del Copasir bisogna ripartire dalle scuole. “La società che muta e diventa digitale impone un cambiamento radicale nella nostra cultura e nel nostro modo di pensare”. La vicepresidente ha spiegato che serve maggiore consapevolezza a tutti i livelli: “L’opinione pubblica deve comprendere l’importanza del legame tra digitalizzazione e sicurezza”. Michele Colajanni, direttore del Cris e della Cyber Academy dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha poi aggiunto: “La missione di garantire la sicurezza nazionale sfruttando l’ecosistema cyber non si può compiere da soli. Le istituzioni hanno bisogno dell’accademia e delle aziende private, così come dei cittadini”.

AGGREGAZIONE E COORDINAMENTO

Roberto Baldoni, direttore del centro di ricerca in Cyber intelligence di Sapienza Università e del Laboratorio nazionale di cyber security del Cini, ha parlato dei giovani ricercatori: “Dobbiamo concretizzare il sapere accademico dei giovani italiani perché se il nostro cyber space diventerà attraente allora arriveranno gli investimenti”. Per il professore, “serve continuare ad aggregare persone e istituzioni e coordinare il lavoro che ogni componente del sistema sta facendo per sfruttare l’ecosistema cibernetico, non soltanto per la sicurezza nazionale”. Rosa Calipari ha fatto notare che “il problema più grande è la frammentazione, ovvero la difficoltà delle amministrazioni di dialogare fra loro. La cosa importante per tutti i centri operativi è riuscire a collaborare”.

RIBADIRE LA SOVRANITÀ NAZIONALE

La vicepresidente della Commissione Difesa ha detto che nell’era digitale è necessario riaffermare la sovranità nazionale se si vogliono prevenire i crimini online (e non solo). “Non può esserci sicurezza nazionale senza il ruolo centrale delle istituzioni pubbliche. Senza un ruolo sovrano dello Stato nessuno potrà sentirsi sicuro, sia in rete che nella vita offline”. La deputata, componente del Copasir, ha poi concluso dicendo: “Noi e le nostre protesi cibernetiche dobbiamo prendere coscienza dei rischi che la rivoluzione digitale porta con sé. Non sono i nostri telefoni e i nostri computer a essere pericolosi, è l’utilizzo che gli esseri umani fanno di queste protesi che può mettere a rischio la sicurezza delle altre persone”.

ultima modifica: 2017-12-22T07:17:59+00:00 da Alessandro Albanese Ginammi

 

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: