L'allarme lanciato dal consigliere per la sicurezza americano Herbert McMaster e la versione del Washington Post

Se ne parla da settimane: il governo del presidente russo Vladimir Putin sarebbe pronto per intervenire nelle elezioni in Messico. Dopo le denunce per la presunta manipolazione nel processo elettorale degli Stati Uniti, e l’influenza nel referendum per l’indipendenza della Catalogna, esperti americani parlano di un nuovo piano per interferire nelle elezioni del 1° luglio in Messico.

PRIMI INDIZI DI MANIPOLAZIONE

L’allarme è stato lanciato inizialmente dal consigliere di sicurezza nazionale nordamericano, Herbert McMaster, che ha detto di avere letto segnali che dimostrano tale intervento. Secondo il funzionario statunitense, la Casa Bianca è molto preoccupata per l’utilizzo di campagne confuse per “azioni di disinformazione” da parte della Russia, oltre all’uso di propaganda e strumenti tecnologici. In un’intervista al sito The Hill, McMaster ha detto che negli Stati Uniti stanno seguendo i primi indizi di un intervento russo nelle elezioni messicane.

I LEGAMI LÓPEZ OBRADOR

Venerdì 19 gennaio il quotidiano americano The Washington Post pubblicò un articolo a firma di León Krauze, nel quale sostiene che “la possibile relazione tra Andrés Manuel López Obrador (candidato alla presidenza del Messico con il partito MORENA, favorito nei sondaggi) e la Russia può essere qualsiasi cosa tranne innocua”. López Obrador, tre volte candidato alla presidenza del Messico, ha scherzato su Twitter sul tema: “Sono Andrés Manuelovich, sono qui che aspetto un sottomarino russo. Mi porterà oro da Mosca”. López Obrador ha risposto così alle dichiarazioni di Javier Lozano, uno dei portavoce del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), che aveva avvertito della possibile intromissione russa nella politica messicana.

VERSO LE ELEZIONI DEL 1° LUGLIO

“López Obrador – si legge sul Washington Post – è di buon umore per un semplice motivo: lui adesso ha un chiaro vantaggio nella corsa elettorale del 1° luglio, superando molti dei suoi rivali […] tra cui José Antonio Meade, del PRI, un esperto funzionario pubblico, non molto capace di dirigere una campagna che pretende difendere il lato oscuro della gestione di Enrique Peña Nieto, il presidente più impopolare del Paese”.

IL CASO DI JOHN ACKERMAN

Il caso di John Ackerman, analista americano naturalizzato messicano che rischia l’espulsione dal Messico, svela altri elementi sul rapporto della Russia con la politica messicana. Il Washington Post ricorda l’intervista all’analista Frida Ghitis, in cui sostiene che Ackerman sia un collaboratore di fiducia di Rusia Today, lo strumento centrale della macchina della propaganda russa.

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