Oliviero Forti, responsabile ufficio politiche migratorie e protezione internazionale Caritas italiana, spiega il programma Pier, supportato, tra gli altri, da Coca-Cola Foundation

I primi anni del nuovo millennio saranno ricordati anche come gli anni dei grandi  flussi migratori. Nell’ultimo decennio oltre un milione di rifugiati e migranti ha compiuto il pericoloso viaggio attraverso il mar Mediterraneo verso l’Europa. Uno su quattro era un bambino. Questo costituisce una delle più grandi migrazioni attraverso i confini europei dalla Seconda guerra mondiale. E, una volta superata la fase di primo soccorso, il bisogno è quello di supportare queste persone nel processo d’integrazione culturale e socioeconomica. L’integrazione, infatti, resta lo strumento più efficace per trasformare questa complessa sfida in un’opportunità per tutti. Promuovere l’ accoglienza e la pacifica convivenza rimane uno degli obiettivi più importanti da raggiungere, sia per i migranti, sia per le società dei Paesi ospitanti.

Davanti a un fenomeno di queste proporzioni, Caritas Italiana ha scelto di aderire al programma Pier (Protection, integration and education for refugees) insieme a Caritas Austria e all’associazione greca Arsis: grazie al supporto di The Coca-Cola Foundation, braccio  filantropico di The Coca-Cola Company, verranno rafforzate le numerose attività di accoglienza e integrazione dei rifu- giati e richiedenti la protezione internazionale. Data l’ampiezza e la dimensione europea dell’attuale sfida migratoria, The Coca-ColaFoundation ha infatti voluto dare al programma Pier un carattere internazionale, coinvolgendo Italia, Grecia e Austria, tre Paesi particolarmente interessati dal fenomeno.

Il contributo complessivo per il progetto Pier si attesta sui 2,3 milioni di euro in due anni, con un supporto al programma italiano pari a circa 700mila euro in 24 mesi. Il progetto italiano, realizzato sotto la supervisione di Caritas Italiana, oltre a distribuire kit di prima necessità alle navi di soccorso e nei porti di sbarco, fornisce ai richiedenti asilo strumenti concreti per facilitare l’incontro con la nostra cultura: in 11 Caritas diocesane – Aversa, Benevento, Cagliari, Capua, Conversano, Firenze, Genova,Saluzzo, Pescara, Ragusa, Palermo – vengono promossi corsi di lingua italiana, interventi di supporto psicosociale, sostegno nella ricerca di soluzioni abitative, assistenza legale e borse d’inserimento nel mondo del lavoro.

In Grecia, il programma ruota attorno a servizi di prima accoglienza di bambini e adolescenti, supporto legale e psicologico e attività educazionali svolti in due centri ad Atene e Salonicco, attraverso il coordinamento dall’associazione Arsis. Infine, in Austria, il progetto realizzato in collaborazione con Caritas Austria prevede l’organizzazione di “Lerncafés”, corsi pomeridiani di lingua ed educativi aperti a migranti e richiedenti asilo. L’iniziativa è un’occasione per promuovere un’accoglienza organica, che tenga conto dei bisogni delle singole persone e delle loro famiglie e riaffermi la centralità dell’inclusione sociale: un’ulteriore dimostrazione che dalla collaborazione fra istituzioni, associazioni e privati possono nascere nuove opportunità a beneficio di tutti.

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