"Elorza" e "Panal" sono due delle banconote messe in circolazione per evadere l'inflazione e la mancanza di contanti. Che però funzionano poco

Il Bolívar, la moneta ufficiale venezuelana, è la più svalutata al mondo. Con un’inflazione del 2700% nel 2017 – e la previsione del Fondo Monetario Internazionale per il 2018 di 1300% -, il governo del presidente Nicolás Maduro ha cercato di stampare moneta per fare fronte alla crisi economica. Ora, però, mettere in circolazione banconote senza valore non basta. E non c’è nemmeno chi stampi il nuovo denaro: le imprese incaricate hanno deciso di non lavorare più finché non saranno saldati i debiti che lo Stato venezuelano ha con loro.

LA VITA BREVE DI “PETRO”

Cominciando dal progetto più ambizioso e globale, la strategia di Maduro sembra traballare dalle basi. Per aggirare le sanzioni economiche e commerciali imposte dagli Stati Uniti, il presidente venezuelano ha inventato la moneta digitale “Petro”, morta sul nascere. Il 19 marzo, infatti, Donald Trump ha firmato un decreto presidenziale con il quale vieta a società e cittadini americani le transazioni fatte con la criptomoneta del regime di Maduro. L’obiettivo principale di “Petro”, secondo le dichiarazioni del governo, era poter continuare a fare affari negli Stati Uniti.

L’ANARCHIA FINANZIARIA

Oltre all’effimero “Petro”, ci sono altre monete di taglio socialista che cercano di risolvere la crisi economica per la strada più facile e veloce. José Guerra, deputato dell’Assemblea Nazionale ed ex direttore della Banca Centrale del Venezuela, ha spiegato su Twitter il fenomeno: di fronte alla mancanza di denaro in contanti in Venezuela cominciano a circolare monete locali. Sono emerse anche piccole banche centrali in diverse zone del Paese. Il rischio è quello di un ulteriore clima di anarchia finanziaria.

“ELORZA” E “PANEL”, MONETE FAI DA TE

Tra le monete “fai da te” attualmente in circolazione c’è “Elorza”, una moneta creata nella città di Elorza, nello stato di Apure al sud del Paese. Il sindaco Solfreddy Solórzano ha firmato un decreto per la creazione di questa moneta alternativa che è stata stampata soltanto in quella località. Nella festa del Paese sono state messe in circolazione le prime banconote con l’immagine del leader indipendentista José Andrés Elorza (uno dei personaggi storici preferiti dal presidente Hugo Chávez). Solórzano, membro del Partito Socialista Unico del Venezuela, ha detto che con “Elorza” vuole garantire le transazioni commerciali ad abitanti e turisti.

Alla fine del 2017 una comunità socialista a Caracas ha inventato la sua moneta. Si chiama “Panal” e facilita la vendita di cibo tra i vicini della zona. La banconota ha una foto di Hugo Chávez ed è regalata a chi dimostra di essere simpatizzante del Partito Socialista Unico del Venezuela.

IL FALLITO PROGETTI DI PODEMOS

Hugo Chávez è stato il primo a volere creare un nuovo sistema monetario di carattere socialista in Venezuela. Voleva sostituire il dollaro e l’euro con un’altra moneta, ma ha solo visto nascere (per poco) il “Sucre”, una moneta inventata da Juan Carlos Monedero, leader del partito spagnolo Podemos, con il quale ci sono stati alcuni scambi commerciali.

LA SVALUTAZIONE DEL “BOLIVAR”

Un reportage trasmesso dalla Bbc spiega in maniera pratica la svalutazione della moneta venezuelana, quella vera. La banconota di 100000 Bolívares (Bs.) ha perso il 75% del suo valore da quando è entrata in circolazione a novembre del 2017.

I venditori informali vendono 30 uova per 280.000 Bs. in contanti e 560.000 Bs. con bonifico bancario. Nelle strade di Caracas vendono un milione di Bolívares in contanti in cambio del pagamento di 2,5 milioni di Bs. per bonifico bancario. Le banche permettono il ritiro di massimo 30.000 Bs. a persona due volte alla settimana. Un caffè al bar costa 30.000 Bs.

GLI AIUTI (IN DOLLARI) DEGLI USA

Nell’impegno di sostenere il popolo venezuelano e combattere il regime di Maduro, gli Stati Uniti hanno donato denaro (reale) ai rifugiati venezuelani in Colombia. Circa 2,5 milioni di dollari sono stati stanziati per soddisfare le necessità di chi è stato costretto ad attraversare la frontiera colombo-venezuelana. Mark Green, amministratore dell’Agenzia nordamericana per lo sviluppo internazionale (Usaid) ha confermato che Washington collaborerà economicamente con le autorità in Colombia per offrire alimentazione e medicine ai migranti venezuelani.
LA RETE DI MARCO RUBIO
Anche il senatore Marco Rubio ha annunciato l’apertura di una pagina Facebook intitolata “Rubio sostiene il Venezuela libero”. La pagina servirà da piattaforma per comunicare in maniera diretta con i venezuelani che ancora vivono in Venezuela o all’estero. “Con o senza elezioni, mentre Maduro continua al potere, le sanzioni contro lui e contro chi lo sostiene si manterranno e aumenteranno – ha detto Rubio nel primo video in spagnolo -. Gli Stati Uniti sono pronti per promuovere aiuti umanitari”.
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