L'applicazione di appuntamenti rivolta al mondo gay avrebbe condiviso con due società le informazioni sulla posizione di oltre 3,6 milioni di utenti, compresi i risultati del loro ultimo test per l'Hiv

A poco tempo dallo scoppio del caso Facebook-Cambridge Analytica, torna al centro delle cronache un altro caso che riguarda la privacy. Grindr, l’applicazione di appuntamenti rivolta al mondo gay, avrebbe condiviso con due società le informazioni sulla posizione dei propri utenti e i risultati del loro ultimo test per l’Hiv.

LA CONDIVISIONE DI DATI

Le compagnie con le quali Grindr avrebbe condiviso i dati, entrambe impegnate nell’ottimizzazione di app, sarebbero Apptimize e Localytics.
Grindr – fondata nel 2009, gratuita e tra le primissime app di questo tipo ad usare la tecnologia di geolocalizzazione sugli smartphone – avrebbe ceduto alle aziende i dati di oltre 3,6 milioni di utenti: oltre a localizzazione e sieropositività, anche l’indirizzo email, l’età, il peso e l’altezza degli iscritti.

LA DIFESA DI GRINDR

Grindr, attraverso le parole del manager Scott Chen, ha ammesso che “rivelare lo stato dell’Hiv possa essere un argomento delicato”, ma ha anche detto che la compagnia ha protetto la privacy degli utenti e che condividere quel genere di dati servirebbe per testare e migliorare la piattaforma e farebbe parte di una “pratica industriale” lecita.
Bryce Case, responsabile della sicurezza di Grindr intervistato da Axios, ha respinto ogni analogia con il recente caso Cambridge Analytica, ha sottolineato che i dati, sottoposti a cifratura, non sono stati venduti a terzi né utilizzati per ragioni pubblicitarie, e ha detto che la condivisione di informazioni è stata fermata e che i dati saranno a breve del tutto cancellati da entrambe le compagnie.

LE CRITICHE

Le critiche, però, fioccano. Sapere chi ha inserito quella informazione e il risultato stesso potrebbero condurre, infatti, a conseguenze devastanti nelle esistenze di chi intendeva tenere riservata quella informazione. Un ricercatore di Sintef – associazione no profit norvegese -, Antoine Pultier, ha rimarcato che “lo status Hiv è collegato a tutte le altre informazioni” e questo rende le persone identificabili. Inoltre, per la Electric Frontier Foundation, Grindr avrebbe “tradito la comunità Lgbt” e la sua replica sarebbe stata “deludente”.

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