Così Orban e l’Europa dividono il Movimento 5 Stelle da Salvini e dal centrodestra

Così Orban e l’Europa dividono il Movimento 5 Stelle da Salvini e dal centrodestra
Per la terza volta l'Ungheria sarà guidata dal "sovranista" Viktor Orban. Le reazioni, molto diverse fra loro, delle forze politiche che si contendono il governo in Italia sembrano segnare una linea di demarcazione sulla questione Europa

Altri quattro anni alla guida dell’Ungheria. Questo il responso delle urne che ha decretato vincitore Viktor Orban, (nella foto), con una schiacciante vittoria. Il partito Fidesz ottiene quindi il 48,8% delle preferenze. Quasi 30 punti percentuali in più del secondo partito, la formazione di estrema destra Jobbik che arriva al 19,67%. I Socialisti sono arrivati a 12,42% dei voti e il partito ambientalista Lmp arriva al 6,97%. I dati diffusi dicono che il partito del 54enne Orban otterrà con molta probabilità la maggioranza costituzionale di due terzi, che gli potrebbe permettere di apportare modifiche alla Costituzione ungherese. Con 133 o 134 seggi su 199 del Parlamento di Budapest.

LE REAZIONI DEL CENTRODESTRA

Le reazioni dei nostri politici non sono mancate, soprattutto quelle del centrodestra che ha da sempre guardato al modello Orban con ammirazione. ll leader della Lega, Matteo Salvini, ha twittato dal suo account l’esito delle elezioni ungheresi così: “L’Ungheria ha votato con il cuore e con la testa, ignorando le minacce di Bruxelles e i miliardi di Soros. Buon lavoro presidente Orban, spero di incontrarla presto da presidente del Consiglio italiano”, con un esplicito auspicio anche su se stesso.

“La schiacciante riconferma di Viktor Orban e il successo del suo partito, Fidesz, sono la dimostrazione del buon governo ungherese di questi anni, premiato dagli elettori. Con queste elezioni un nuovo tassello verso un’Europa più vera e più giusta è stato posto”. Questa invece la dichiarazione del vicepresidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, Lega, che ha continuato sostenendo che “l’Europa del futuro potrà basare le sue nuove fondamenta sull’alleanza delle forze identitarie, ovunque in grande crescita, unica alternativa al sistema pro-globalizzazione che ha dominato in questi anni e che ha portato con sé disparità, sfruttamento dell’immigrazione clandestina, evasione fiscale delle multinazionali e concorrenza sleale”.

Non è mancata anche la nota di Giorgia Meloni, sostenitrice di Orban: “I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orban alla guida dell’Ungheria. Difesa dell’identità, lotta all’islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d’Italia vuole seguire anche in Italia”.

“Chi lavora nell’interesse del proprio Paese, senza ipocrisie, dall’immigrazione all’economia, ha la fiducia degli elettori. In bocca al lupo al premier Orban, scelto dagli ungheresi per la terza volta come capo del Governo”, è il post Facebook invece di Giovanni Toti, presidente della regione Liguria, e di Forza Italia.

LA RISPOSTA DEL M5S

Ma di tutt’altro tenore sono le dichiarazioni che provengono da un esponente del Movimento 5 stelle. “Una vergogna europea che mette però a nudo il fallimento della Ue”. Queste le parole di Fabio Massimo Castaldo (M5S), vicepresidente del Parlamento europeo, rilasciate in un’intervista a Il Messaggero che spiega secondo la sua opinione la scelta di eleggere per la terza volta Orban in una nazione europea. “È un uomo del Ppe, a Bruxelles è alleato con Tajani e Angela Merkel. Loro non ‘disdegnano’ poi tanto la sua politica miope e fortemente anti-europea. Noi crediamo in una Europa plurale e aperta: in troppi casi in Ungheria sono stati calpestati i diritti fondamentali dei cittadini. E abbiamo chiesto perciò di aprire una procedura formale”. Far parte dell’Europa vuol dire accettarne le regole, secondo Castaldo che continua: “Abbiamo ottenuto, grazie anche ai nostri voti in Parlamento europeo, dei ricollocamenti una tantum di migranti arrivati in Italia e invece l’Ungheria è tra i Paesi che non solo non hanno rispettato le regole, ma si sono strenuamente opposti”.

“Chi non rispetta i ricollocamenti dovrà essere sanzionato col ritiro dei fondi strutturali da riassegnare ai Paesi in prima linea come il nostro”.

ultima modifica: 2018-04-09T12:20:38+00:00 da Francesca Scaringella

 

 

 

 

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