Secondo il presidente della Conferenza episcopale italiana, dunque, non bisogna innalzare muri ma costruire ponti. Basta con i “no” ai processi di modernizzazione e piuttosto tanti “sì” per costruire alleanze sociali

Dai “valori non negoziabili” del cardinale Joseph Ratzinger ai “principi irrinunciabili” del cardinale Gualtiero Bassetti, il passo non è stato breve. Di sicuro, l’espressione coniata nel 2002 dall’allora prefetto della Congregazione della Fede in reazione ai processi di relativizzazione morale in atto nell’Occidente, e per richiamare i cattolici alla necessità di difendere i valori della vita, della famiglia e della libertà di educazione, non ha più agibilità nel mondo cattolico. Ci ha pensato lo stesso Papa Francesco a decretarne la messa in fuorigioco quando affermò (un anno dopo la sua elezione, nel 2014, in un’intervista con Ferruccio De Bortoli al Corriere della Sera) di non capire cosa volesse dire l’espressione “valori non negoziabili”. Da quel momento, salvo alcune piccole frange di resistenza, il mondo cattolico ha espulso quella nozione dal discorso pubblico. Complice anche la necessità di sottrarre un espediente retorico a forze politiche conservatrici che in quella declinazione di valori avevano addirittura trovato una base programmatica.

In ogni caso, non si trattava di un semplice riferimento pastorale, ma soprattutto di una prospettiva  culturale e antropologica unificante per larga parte del mondo cattolico. Caduta quella pista di lavoro, soprattutto i cattolici italiani hanno perso quello che era stato un punto di riferimento certo nelle stagioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. In attesa di un riallineamento totale del mondo cattolico alle spinte di Papa Francesco, ecco la nuova formulazione messa in campo dal cardinale Gualtiero Bassetti, ad un anno esatto dalla sua elezione a presidente della Conferenza episcopale italiana e dinanzi allo sfarinamento della presenza pubblica dei cattolici italiani e alla loro irrilevanza politica.

Ritagliando per i cattolici italiani il ruolo di “coscienza critica”, il cardinale ha enunciato quattro “principi irrinunciabili”: “La centralità della persona, il lavoro come mezzo fondante della personalità umana, l’attuazione sul piano concreto della Costituzione, la scelta chiara per la democrazia  e per l’Europa”. Quanto basta per cogliere la proposta lanciata da Bassetti: non più una sfida culturale sul piano antropologico che attraverso i “valori non negoziabili” ha prodotto una lunga serie di “no” rispetto alla deriva individualista dell’Occidente, quanto una prospettiva di impegno sotto il profilo della giustizia sociale che trova le sue radici nella Dottrina sociale della Chiesa. Dunque, non innalzare muri ma costruire ponti. Basta con i “no” ai processi di modernizzazione e piuttosto tanti “sì” per costruire alleanze sociali.

Conoscendo il mondo cattolico, dovremo abituarci, nel discorso pubblico, a sentir risuonare con sempre maggiore frequenza la nuova espressione: “principi irrinunciabili”. Che questo produca, nel tempo, un nuovo protagonismo dei cattolici, è tutto da dimostrare.

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