Quattordici Paesi, dal Canada all'Argentina, hanno richiamato i loro ambasciatori a Caracas per protestare contro l'illegittimità delle elezioni presidenziali di Nicolas Maduro

Il senatore repubblicano Marco Rubio aveva scritto ieri sulla sua pagina Facebook dedicata al Venezuela: “La dittatura di Nicolás Maduro ha svolto, com’era prevedibile, “elezioni” illegittime. Maduro sostiene di avere ricevuto più voti del numero totale di persone che hanno votato realmente. Domani, la comunità internazionale e gli Stati Uniti risponderanno”.

E la risposta è arrivata. Appena sorto il sole oltreoceano, oggi lunedì 21 maggio, è arrivata la notizia: quattordici Paesi sudamericani hanno deciso di ritirare il loro ambasciatore e ridurre i rapporti diplomatici con il governo del Venezuela. In un comunicato ufficiale, il Gruppo di Lima, che raggruppa i Paesi che hanno sottoscritto la Dichiarazione di Lima nel 2017 per cercare una soluzione alla crisi venezuelana, hanno annunciato che richiameranno per consultazioni i loro ambasciatori a Caracas. I governi dell’Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Perù e Santa Lucia convocheranno gli ambasciatori venezuelani nelle loro rispettive capitali per esprimere la loro protesta formale riguardo alle elezioni del 20 maggio.

Da quanto si legge nel documento, i Paesi latinoamericani sono preoccupati per “l’aggravamento della crisi politica, economica, sociale e umanitaria in Venezuela, che si riflette nella migrazione massiccia di venezuelani verso altri Paesi della regione”. Il Gruppo di Lima sostiene che il processo elettorale non era “conforme alle norme internazionali di un processo elettorale trasparente e democratico”.

E l’Europa cosa farà? Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dichiarato stamattina via Twitter che durante le elezioni in Venezuela non sono stati rispettati gli “standard minimi della democrazia” e che si prenderanno misure opportune contro la frode elettorale con cui Maduro è stato rieletto. “La Spagna studierà insieme ai suoi soci europei cosa fare – ha aggiunto Rajoy -. Lavoreremo ancora per mitigare la sofferenza dei venezuelani”.

L’appello di Rubio per isolare Maduro e fare pressione sul regime sembra essere stato accolto.

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