Roma in questi anni è diventata una delle capitali europee del balletto. Ecco come

Pochi sanno che Roma è diventata in questi anni una delle capitali europee del balletto. Due teatri sono quasi interamente dedicati alle arti tersicoree (Teatro Vascello e Teatro Greco), l’Accademia Filarmonica Romana propone ogni anno un festival internazionale del balletto, il Romaeuropa Festival dedica un’ampia sezione alla danza contemporanea e così fa anche Musica per Roma. Si tratta spesso di spettacoli che circuivano e che sono sovente presentati su base registrata (quindi, senza orchestra) e con elementi scenici elementari. La presenza di queste iniziative è la dimostrazione che nella capitale italiana c’è un bacino di pubblico numeroso ed interessato.

Il Teatro dell’Opera valorizza in misura significativa  la cultura del balletto proponendo una programmazione ben bilanciata tra titoli di repertorio classico e neoclassico, con un’adeguata incursione nel linguaggio più contemporaneo. La valorizzazione è continuata la scorsa stagione con la messa in luce dei nostri giovani talenti. Il pubblico della stagione di danza  è sempre più trasversale ed eterogeneo, curioso e numeroso Per la stagione 2018-2019 si propongono cinque spettacoli di balletto di cui tre nuovi allestimenti con ospiti internazionali e le étoile, i primi ballerini, i solisti, il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretti daEleonora Abbagnato.

La stagione di balletto si apre con un grande classico del repertorio, Il lago dei cigni di Benjamin Pech da Marius Petipa e Lev Ivanov in scena Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e Assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, si confronta con il riallestimento coreografico di un balletto icona della tradizione classica. Il lago dei cigni è uno dei titoli più famosi e amati, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo. Il 28 e il 29 dicembre ospiti d’eccezione sono Olga Smirnova eSemyon Chudin entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca.

La stagione prosegue con il balletto Carmen un nuovo allestimento  affidato al ballerino e coreografo cecoJiří Bubeníček noto in tutto il mondo per essere stato uno dei ballerini icona di John Neumeier, vincitore di tanti premi tra cui il Premio Benois della Danza e coreografo d’ingegno molto apprezzato in Europa e in Giappone. La sua versione nasce da un ritorno alle origini letterarie di questa storia di Passione e di Morte con la quale si sono misurati i più grandi coreografi di fama internazionale: la novella di Prosper Mérimée.

Dopo due grandi classici l’appuntamento è con Serata Philip Glass un omaggio al famoso compositore statunitense che, attraverso le sue opere, sinfonie, composizioni e numerose collaborazioni con artisti che vanno da Twyla Tharp ad Allen Ginsberg, da Woody Allen a David Bowie, ha esercitato un impatto straordinario e senza precedenti sulla vita musicale e intellettuale del nostro tempo. Il programma è composto da quattro titoli.

Apre la serata Danzo, in tre movimenti di Giorgio Mancini con gli allievi della Scuola di Danza, i primi ballerini e le étoile del Balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2016 il coreografo italiano Giorgio Mancini crea su musica di Philip Glass Danzo per gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, omaggiando la danza classica tout court. Oggi torna a quell’omaggio ampliandolo e aggiungendo un terzo movimento, una nuova creazione, che prende le mosse da Dance IX di Philip Glass da In the Upper Room di Twyla Tharp.

Giorgio Mancini ha trovato qui il perfetto connubio tra il linguaggio asciutto, puro ed elegante della tecnica classica con la musica di Glass fatta di complessità matematica, eleganza emotiva e rigore. La serata continua con Hearts & Arrows di Benjamin Millepied. Si tratta del secondo titolo della trilogia Gems del ballerino e coreografo francese di fama internazionale, una rivisitazione del trittico di George Balanchine Jewels del 1967 nata dalla collaborazione tra la sua compagnia di danza L.A. Dance Project e la Maison Van Cleef & Arpels. Creato sul quartetto per archi n.3 (Mishima) di Philip Glass, Hearts & Arrows debutta nel 2014 all’Olympia Theater di Miami, anticipato nel 2013 da Reflections e seguito nel 2016 dall’ultimo capitolo On the Other. Otto danzatori danno vita a movimenti e interazioni passando da momenti di insieme ad assoli e pas de deux. La musica è su base registrata.

Segue la nuova creazione del giovane talento francese Sébastien Bertaud, pensata appositamente per i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma e una coppia principale molto speciale, le étoile Eleonora Abbagnatoe Friedemann Vogel che insieme, durante la scorsa stagione, hanno estasiato il pubblico del Costanzi con la loro vivida e struggente interpretazione di Manon di Kenneth MacMillan. Sébastien Bertaud, nelle sue creazioni porta uno sguardo generazionale sul balletto e sovverte con le sue collaborazioni i codici della danza classica. Per questa nuova creazione prosegue in quella tradizione di collaborazione che unisce la danza alla moda e che va dai Balletti Russi ai nostri giorni.

La serata si chiude con un altro cameo, per la prima volta al Teatro Costanzi, Glass pieces di Jerome Robbins, ballerino, regista e coreografo statunitense che ha saputo mescolare alla perfezione una solida ed elegante vocazione neoclassica con uno spirito dinamico e brillante, tanto da essere definito allo stesso tempo come il più grande tra i coreografi di balletto di origine americana e il miglior coreografo di Broadway

La stagione di balletto continua con Blanche Neige di Angelin Preljocaj, Il coreografo franco-albanese dopo diversi lavori non narrativi torna al racconto con Blanche Neige. Recupera così un tema popolare, una favola appartenente alla memoria di tutti, su cui innesta una serie di variazioni personali frutto dell’analisi dei numerosi simboli presenti nel racconto. L’inedita matrigna è una sexy dark lady, ripensata da Preljocaj e dallo stilista Jean Paul Gaultier, che firma i costumi della produzione.

La stagione si conclude con la ripresa del Don Chisciotte di Laurent Hilaire, ispirato alla versione originale per l’American Ballet Theatre di Mikhail Baryshnikov, da Marius Petipa e Alexander GorskyOspiti d’eccezione sono Evgenia Obraztsova principal dancer del Teatro Bol’šoj e Isaac Hernández lead principalall’English National Ballet. Per la prossima stagione di Caracalla, la riproposta di Romeo e Giulietta: entrambi andranno in scena tra pochi giorni stagione estiva di quest’anno.

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