In un'intervista a Libero, Alessandro Profumo spiega perché il Paese deve investire per crescere, far sentire la sua voce in Europa e seguire le orme del manager del gruppo FCA. "Vorrei che Leonardo avesse un peso sempre maggiore nella sicurezza degli italiani", ha spiegato. Ecco cosa ha detto

Dal ricordo di Sergio Marchionne alle strategie per l’Unione europea, passando per il decreto dignità e il contrasto al terrorismo. È un Alessandro Profumo a tutto tondo quello che emerge dalla lunga intervista rilasciata a Libero, in cui il manager ha spiegato “l’ossessione” per aumentare la crescita e “la responsabilità” che sente nell’essere “una figura istituzionale”: l’amministratore delegato di Leonardo, campione nazionale dell’aerospazio e difesa.

OBIETTIVO CRESCITA

“Credo che oggi, in Italia, l’ossessione di tutti, dal governo agli imprenditori, a qualsiasi lavoratore, debba essere aumentare la crescita”, e “io ce l’ho”, ha detto Profumo al quotidiano milanese. Per il manager si tratta di “un dovere verso noi stessi e il Paese”, il cui segreto è “fare prodotti eccellenti, aumentare la rete commerciale ed eccellere nell’assistenza al cliente”. L’Italia ce la può fare, sembra dire l’ad di Leonardo: “Da anni abbiamo il surplus primario più alto di tutti; se dovessimo pagare meno interessi sul nostro altissimo debito pubblico non avremo deficit e lo Stato incasserebbe più di quanto spende”. Così, ora resta “ardito pensare di poter risparmiare ancora o di alzare le entrate fiscali”, ragione per cui “l’unica via è crescere”, e “il solo modo per farlo è investire, ovviamente in qualità”.

TRA EUROPEISMO E SOVRANISMO

Tutto questo passa chiaramente dall’Unione europea, in un momento in cui abbiamo “l’occasione per essere incisivi nel condizionarne il cambiamento” che l’Ue sta approntando dalla Brexit. “Come terza potenza – ha spiegato Profumo – possiamo vere un perso rilevante; il terzo è sempre l’ago della bilancia”. In questo senso, tra sovranismo ed europeismo “non c’è contraddizione” se con il secondo “si intende avere a cuore gli interessi nazionali”. Nel campo dell’aerospazio, ha rimarcato l’ad di Leonardo, “è chiaro che la difesa e l’innovazione o saranno europei o non esisteranno: il nuovo carrarmato o il nuovo fighter o sarà europeo o non potrà nascere”. Eppure, è “importante” che l’Italia “rivendichi il proprio ruolo e i propri interessi nazionali”. Il Paese può farlo se agisce come sistema, un sistema in cui anche l’industria può giocare un ruolo di attore primario, ha spiegato il manager ricordando come Leonardo si sia aggiudicata la gara più corposa dell’Azione preparatoria dell’Ue sulla ricerca nel campo della Difesa: il programma Ocean 2020, per cui l’azienda di piazza Monte Grappa guida un consorzio formato da 42 partner, di 15 Paesi.

LEONARDO PER LA SICUREZZA

“Siamo un importante strumento della politica internazionale di questo Paese e un importante punto di forza dell’Italia per operare come sistema con gli altri Stati”, ha notato Profumo. Poi, c’è il ruolo dell’azienda nel sistema di sicurezza e difesa nazionale. “Fabbrichiamo sicurezza in un quadro mondiale sempre più complicato, sia dal punto di vista geopolitico sia da quello commerciale”. Inoltre, “realizziamo prodotti, sistemi, servizi e soluzioni integrate che coprono le esigenze di difesa, protezione e sicurezza in terra, cielo, mare, spazio e cyber”, ha rimarcato l’ad. Per fare un esempio, “Leonardo fornisce la tecnologia che sta dietro al mixaggio di informazioni” che ha permesso alle forze di sicurezza italiane (“eccezionali”) di evitare che il Paese fosse colpito da attacchi terroristici. D’altra parte, “vorrei che Leonardo avesse un peso sempre maggiore nella sicurezza degli italiani, per consentire loro di non temere nulla, dall’Isis a Kim”, il minaccioso leader nordcoreano.

IL NUOVO GOVERNO

Ciò passa dalla collaborazione con la politica, che certo ha visto dopo l’ultima tornata elettorale un sensibile ricambio. “Ho incontrato diversi esponenti del nuovo governo – ha racconta Profumo – trovando attenzione, alta capacità d’ascolto e piana consapevolezza del ruolo strategico di Leonardo per il Paese”. Se per la Lega l’esperienza “c’è: i venticinque anni di mestiere di Salvini si vedono”, negli esponenti del Movimento 5 Stelle “ho riscontrato una forte predisposizione all’apprendimento”. Ma Profumo si è espresso anche sui due temi che il governo ha preso in mano con maggiore impegno: immigrazione e decreto dignità. Sul primo dossier “Salvini sta provando a dare una risposta alle richieste della sua base elettorale”, considerando anche che “al di là di come la si pensi, regolare l’immigrazione è un’esigenza del Paese ed è giusto adoperarsi perché l’Italia non sia più lasciata sola a gestire un’emergenza che è di tutta l’Europa”.

LE LEZIONI CHE CI HA LASCIATO SERGIO MARCHIONNE

Per quanto riguarda il decreto dignità invece, oltre “la polarizzazione sul tema”, il numero uno di Leonardo ha voluto ricordare Sergio Marchionne: “Non si è mai lamentato del costo del lavoro. La sua battaglia è sempre stata per la qualità della prestazione e la sua lezione è che dobbiamo fabbricare prodotti di livello per nicchie globali, perché così possiamo avere un valore aggiunto alto. Io conosco bene l’opera di Marchionne essendo stato il suo maggior creditore ai tempi del convertendo Fiat – ha ricordato Profumo, che all’epoca era ad di Unicredit – ho visto i conti dell’azienda quando lui la prese e le assicuro che ha fatto un miracolo”. Dalla sua esperienza si può trarre una lezione per la crescita del Paese: “I nostri imprenditori non devono pensare che il costo del lavoro sia l’unica variabile su cui agire. Importanti – ha chiosato Profumo – sono la strategia, i prodotti, la quantità e la qualità dell’investimento”.

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