Il ministro è intervenuto alla cerimonia per il “taglio lamiera” della prima corvetta classe “Doha” realizzata per il Qatar da Fincantieri. Al programma da 5 miliardi partecipa anche Leonardo, l'azienda guidata da Alessandro Profumo

Una strategia che salvaguardi le aree industriali di eccellenza e che supporti l’export militare. È l’annuncio del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, intervenuta alla cerimonia per il “taglio lamiera” della prima corvetta classe “Doha” realizzata per il Qatar da Fincantieri. Il maxi contratto da 5 miliardi è stato siglato nel 2015, e vede coinvolto anche il campione nazionale dell’aerospazio e difesa Leonardo, insieme ad altre aziende nazionali come Elettronica e MBDA. Tra l’altro, quello della cantieristica navale è un tema particolarmente caldo, soprattutto in vista della definizione dell’accordo italo-francese tra Fincantieri e Naval Group per la collaborazione sul lato militare e per il ruolo che dovrà giocare Leonardo (che non ci sta a restare esclusa).

LE PAROLE DEL MINISTRO TRENTA

Intanto, prende il via il programma per il rinnovamento della flotta di Doha, con “l’obiettivo di dotare la Marina militare del Qatar di mezzi all’avanguardia”, ha detto il ministro Trenta nel suo intervento. “Italia e Qatar sono Paesi tradizionalmente vicini, il dialogo politico è aperto in tutti i settori e negli anni si è consolidata la cooperazione industriale”, ha rimarcato. “Con oggi diamo un nuovo significato all’attenzione che il nostro Paese volge all’area mediorientale, che si concretizza con la partecipazione alle missioni Onu ed europee”. D’altronde, ha spiegato ancora la Trenta, “l’attuale governo è impegnato a promuovere tutte le iniziative che possano stabilizzare alleanze verso Mediterraneo e Medio Oriente. Occorre infatti affrontare in modo sistemico crisi e minacce come quella del terrorismo”.

UNA STRATEGIA PER SALVAGUARDARE LE AREE DI ECCELLENZA

“Questo contratto con Fincantieri è importante per il nostro Paese e per l’industria nazionale”, ha aggiunto il ministro. “Nel quadro di riferimento del sistema difesa nazionale sono due gli aspetti che incidono di più: le risorse finanziarie disponibili e il costo dei più moderni equipaggiamenti. Per questo è necessaria una strategia che consenta al Paese di salvaguardare e rafforzare le proprie aree di eccellenza attraverso la ricerca di sbocchi adeguati sul mercato internazionale, prevedendo anche la collaborazione con Paesi tecnologicamente evoluti, amici e alleati, con un coinvolgimento industriale e la valorizzazione delle loro capacità in altri campi”. In altre parole, ha chiosato il ministro della Difesa, “occorre considerare l’esportabilità come valore nei programmi delle nostre Forze armate”.

LA CERIMONIA A MUGGIANO

Al taglio della prima lamiera, insieme alla titolare del dicastero di via XX settembre, è intervenuto anche l’omologo e vice primo ministro del Qatar Khalid Bin Mohamed Al Attiyah, accolto presso lo stabilimento di Muggiano (a La Spezia) dal presidente e dall’ad di Fincaniteri Giampiero Massolo e Giuseppe Bono. Alla base del maxi contratto che l’azienda italiana si è aggiudicata dopo aver prevalso in un accesa gara internazionale, ha contribuito il sostegno del sistema-Paese, testimoniato oggi dalla presenza dei due ministri. Con loro, anche il comandante delle Forze navali dell’Emirato, Abdullah Bin Hassan Al Sulaiti, e il capo di Stato maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Valter Girardelli. Presente anche l’ambasciatore italiano a Doha Pasquale Salzano.

IL CONTRATTO

Per Fincantieri, il contratto vale quasi 4 miliardi di euro e prevede la fornitura di sette navi di superficie, di cui quattro corvette, una nave anfibia (Landing Platform Dock, Lps) e due pattugliatori (Offshore Patrol Vessel, Opv), insieme a servizi di supporto in Qatar per ulteriori dieci anni dopo la consegna delle unità. Tutte le navi verranno interamente costruite nei cantieri italiani del Gruppo a partire da quest’anno.

LA NAVE

La prima corvetta classe “Doha”, di cui oggi si è tagliata la prima lamiera, sarà “un’unità altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare al ruolo di nave combattente”, spiega Fincantieri in una nota. Avrà una lunghezza di circa 107 metri, una larghezza di 14,70 metri, una velocità massima di 28 nodi, sarà dotata di un sistema di propulsione combinato diesel e diesel (Codad) e potrà ospitare a bordo 112 persone di cui 98 di equipaggio. Inoltre l’unità potrà impiegare mezzi veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) imbarcandoli tramite una gru laterale e una rampa situata all’estrema poppa. Il ponte di volo e l’hangar sono attrezzati per accogliere un elicottero NH90 (velivolo realizzato da Leonardo insieme al gruppo franco-tedesco Airbus e all’olandese Fokker).

IL RUOLO DI LEONARDO

Non a caso, nell’ambito dell’accordo del 2015 tra i governi di Roma e Doha, Leonardo fornirà a Fincantieri sistemi e sensori navali di ultima generazione per le sette nuove navi. L’azienda guidata da Alessandro Profumo avrà la responsabilità della fornitura integrata del sistema di combattimento, dei principali radar e sensori di bordo e sottosistemi di difesa, inclusi i sistemi d’arma di medio e piccolo calibro. Leonardo fornirà inoltre il sistema di protezione anti-siluro, il mine avoidance sonar Thesan, e, in collaborazione con MBDA (di cui detiene il 25%) il sistema missilistico. A tutto questo si aggiunge il contratto firmato lo scorso marzo per la fornitura al Qatar di 28 elicotteri militari NH90. La commessa, per cui l’azienda italiana agirà da prime contractor nell’ambito del consorzio con Airbus e Fokker, “rappresenta storicamente il più grande contratto sottoscritto dalla Divisione Elicotteri”, aveva detto Profumo, spiegando che a Leonardo andrà uno share del lavoro superiore al 40%, per un contratto valutato intorno ai 3 miliardi con consegne tra il 2022 e il 2025.

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