Dopo l'approvazione della Camera è arrivato anche l'ok del Senato. Per il 2019 l'amministrazione Trump vede autorizzarsi, come richiesto, una spesa da ben 717 miliardi di dollari e la continuazione dei maggiori programmi di acquisto, dagli F-35 alle Littoral Combat Ship (con Fincantieri)

Prima e più facilmente del previsto. Dopo la rapida approvazione alla Camera dei rappresentanti la scorsa settimana, ieri è arrivato anche il via libera del Senato per il budget della Difesa degli Stati Uniti per il 2019: ben 717 miliardi di dollari, ancora di più rispetto ai 700 dell’anno scorso e in linea con la richiesta presentata a febbraio dall’amministrazione Trump. Ora, manca solo l’approvazione finale del presidente, attesa nelle prossime settimane, e poi l’Appropriations Bill per destinare effettivamente le risorse già definite. Nel complesso, il bilancio prevede di aumentare le unità in servizio, di rinnovare la presenza militare in Europa, e di proseguire con i maggiori programmi di acquisizione, F-35 in testa.

L’APPROVAZIONE

Con 87 voti a favore su 100, il National defense authorization act (Ndaa) è passato al Senato, segnando il 58esimo anno consecutivo in cui il Congresso approva il budget per la Difesa. Un “plauso” di giubilo è arrivato dal Pentagono, che ha notato soprattutto il sostegno bipartisan al provvedimento dopo i 359 voti a favore (contro 54) della Camera. “Sono grato per il forte impegno dei membri del Congresso teso a far passare l’Ndaa di quest’anno in tempi record”, ha detto il segretario alla Difesa James Mattis.

“Insieme, hanno dimostrato il profondo e solido sostegno bipartisan di cui godono le nostre Forze armate”. A sorprendere è stata soprattutto la rapidità dell’iter legislativo, il più veloce degli ultimi 41 anni. Una sorpresa giustificata soprattutto dalle difficoltà riscontrate lo scorso anno quando, dopo la firma del presidente sull’Ndaa a dicembre e due mini shut down, il budget militare era confluito nell’Omnibus spending bill, il maxi bilancio federale da 1,3 trilioni di dollari, la cui approvazione era arrivata solo a marzo, dopo ben cinque mesi dall’avvio dell’anno fiscale.

LE RISORSE

Ora l’amministrazione può tirare un sospiro di sollievo, soprattutto in vista delle elezioni di mid-term di novembre. L’Appropriantions Bill per lo stanziamento delle risorse è infatti già stato approvato alla Camera ed è arrivato in Senato. Se tutto andrà come sperano Casa Bianca e Pentagono, il prossimo anno la Difesa americana potrà contare su un budget di 717 miliardi di dollari, di cui 686 al Pentagono che ne destinerà 69 per le operazioni oltreoceano. Si conferma un aumento del 2,6% negli stipendi delle Forze armate, in linea che il lato civile ma comunque il maggiore degli ultimi nove anni. In oltre, si prevede l’aumento delle forze disponibili in servizio attivo di 15.600 unità e un generale rinnovamento della presenza in Europa, definito nell’European defense initiative (Edi, qui l’approfondimento sul tema).

I MAGGIORI PROGRAMMI

Il programma a cui vanno i maggiori stanziamenti è il Joint Strike Fighter, per cui si afferma l’acquisto di 77 caccia di quinta generazione F-35 per 10,7 miliardi. Se si considera che l’Ndaa del 2018 ne destinava 10,8 all’acquisto di 70 velivoli, si nota la riduzione del costo del velivolo, in linea con il programma del Pentagono e del costruttore Lockheed Martin, in vista del passaggio alla produzione a pieno rateo. Si autorizza inoltre l’acquisto di 15 tanker KC-46 Pegasus e 129 milioni di dollari in più per l’aggiornamento sui motori dell’aereo da trasporto tattico C-130. Per la parte navale, viene autorizzato l’acquisto di una quarta portaerei di classe Ford e di tre unità di superficie Littoral Combat Ship (Lcs), alla cui costruzione partecipa anche l’italiana Fincantieri.

LE MISURE CONTROVERSE

Resta nel provvedimento di autorizzazione anche il programma voluto dalla Casa Bianca per mini testate nucleari sottomarine, uno dei più discussi a Capitol Hill tanto che i legislatori hanno inserito un requisito per cui dovranno essere consultati per eventuali modifiche future. Nell’Ndaa si conferma inoltre il divieto per il colossi cinesi delle telecomunicazioni, ZTE e Huawei, di fare affari con il governo degli Stati Uniti, una misura che ben si allinea con l’irrigidimento tra Washington e Pechino sul fronte commerciale. Infine, il bill autorizza anche la parata militare voluta dal presidente e prevista a Washington per novembre.

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