È arrivata l'attesa maxi commessa d'oltreoceano. Insieme a Boeing, l'azienda guidata da Alessandro Profumo si è aggiudicata la gara dalla USAF per 84 elicotteri e un valore complessivo di 2,4 miliardi di dollari. Per Leonardo è un segnale importante proprio nel settore che in passato aveva sofferto di più

Non poteva festeggiare in modo migliore i suoi 70 anni di vita Leonardo, il campione italiano dell’aerospazio e difesa. Insieme al colosso americano Boeing, l’azienda guidata da Alessandro Profumo si è aggiudicata una delle due maxi gare della US Air Force, quella relativa agli elicotteri destinati a sostituire la flotta di UH-1N Huey, velivoli impiegati con compiti di trasporto, sicurezza e protezione dei siti di lancio per i missili balistici. L’Aeronautica degli Stati Uniti ha infatti scelto l’MH-139, velivolo basato sul best seller italiano AW139 che ha riscosso nel tempo un ampio successo internazionale con oltre 1.100 elicotteri consegnati a circa 270 clienti in tutto il mondo.

IL VALORE DEL PROGRAMMA

La richiesta è di 84 macchine, con ingresso in servizio a partire dal 2021 e un valore complessivo di 2,4 miliardi di dollari. Ieri, Banca Akros valutava l’impatto dell’eventuale vittoria per l’azienda italiana nel 6% delle commesse attese nella guidance della società. Su questo, c’è però da aggiungere il valore strategico di una nuova alleanza industriale tra il nostro Paese e l’alleato d’oltreoceano. Non a caso, la vittoria dell’offerta di Boeing e Leonardo “riflette la forte e storica cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel campo della difese, nonché le tecnologie innovative e la superlativa qualità dell’industria italiana”, ha detto l’ambasciatore negli States Armando Varricchio.

LE PAROLE DI PROFUMO

“Questo straordinario risultato è per noi motivo di grande orgoglio”, ha commentato invece l’ad Profumo. “Clienti di primaria importanza continuano a fare affidamento su Leonardo, perché capace di rispondere ai loro più esigenti requisiti; e questo è confermato anche per lo svolgimento di missioni critiche, come la protezione di aree sensibili o per il trasporto di personale governativo e operazioni speciali”, ha aggiunto. Inoltre, “la scelta dell’MH-139 riconosce in Leonardo un partner forte, affidabile e in grado di assicurare un contributo industriale solido e costante negli Stati Uniti dove abbiamo diverse attività produttive”.

IL RUOLO DI LEONARDO

Boeing agirà in qualità di prime contractor, e si occuperò di integrare alcune componenti nel suo stabilimento di Ridley Township, in Pennsylvaniama. L’assemblaggio spetta invece a Leonardo, che coinvolgerà per questo i propri stabilimenti di Philadelphia, gli stessi utilizzati per gli AW139, di cui l’MH-139 rappresenta d’altronde una versione militarizzata. Ulteriori componenti saranno integrati dal colosso americano. Tra l’altro, oltre a 84 macchine, il contratto prevede anche sistemi di addestramento e il relativo equipaggiamento per il supporto logistico. “La scelta fatta dalla US Air Force è un forte riconoscimento della qualità e della competitività del nostro prodotto, punto di riferimento per il mercato mondiale, per soddisfare tutti i requisiti operativi anche dei clienti più esigenti”, ha spiegato il responsabile della Divisione Elicotteri Gian Piero Cutillo. Con l’ingresso in servizio dei primi velivoli nel 2021, a Leonardo e Boeing è intanto stato assegnato un contratto da 375 milioni di dollari per le prime quattro macchine e per l’integrazione di specifici item militari necessari per rendere l’AW139 idoneo ai requisiti della USAF.

L’ELICOTTERO

La macchina in question è un elicottero medio, biturbina, polivalente a 15 posti, che nella versione AW139 ha già riscosso un ampio successo internazionale in molteplici configurazioni, comprese quelle per compiti di polizia, per trasporto vip o per missioni ricerca e soccorso o di supporto alle piattaforme petrolifere offshore. A fare la differenze per la gara americana, oltre alla qualità del prodotto, hanno influito anche i costi della proposta Boeing-Leonardo. Inizialmente, il programma prevedeva un valore complessivo di 4,1 miliardi di dollari. “Una forte concorrenza – ha spiegato il segretario dell’Air Force Heather Wilson – ha abbattuto i costi del programma, determinando un risparmio per i contributori di 1,7 miliardi di dollari”. Così, la scelta è ricaduta sull’MH-139, che ha avuto la meglio di fronte all’agguerrita concorrenza dell’HH-60U (variante dell’UH-60A Black Hawk) presentato dal tandem Lockheed Martin-Sikorsky. Meno accreditata restava la proposta di Sierra Nevad, un aggiornamento ricondizionato dei Black Hawk UH-60L denominato Force Hawk o Sierra Force.

VERSO LA GARA T-X

E dovrebbe chiudersi a giorni anche l’altra maxi gara della US Air Force, quella per gli addestratori avanzati. Entro il prossimo 30 settembre, la Forza armata dovrebbe svelare il vincitore del programma T-X, con un valore complessivo che potrebbe arrivare a 16 miliardi di dollari. Qui l’azienda di piazza Monte Grappa propone il T-100, basato sull’M-346, riconosciuto tra i migliori addestratori al mondo e forte di un buon successo internazionale (Israele ne possiede 30 esemplari). In questi giorni, tra i protagonisti del “Athens Fly Week” c’è proprio un T346 dell’Aeronautica militare, uno di quelli in dotazione al 61º Stormo di Galatina (Lecce), dove sorgerà l’International Flight Training School, la scuola internazionale per i futuri piloti dei caccia di quarta e quinta generazione frutto dell’accordo tra Am e Leonardo, incentrata proprio sul successo dell’addestratore italiano. Per la gara T-X, il passo indietro di Raytheon a gennaio del 2017 non ha fermato le ambizioni dell’azienda italiana che ha deciso di partecipare alla gara tramite la controllata americana Leonardo Drs (primo contraente con Honeywell e Cae Usa), promettendo inoltre di realizzare un nuovo stabilimento a Tuskegee, in Alabama, per la linea di produzione del velivolo in caso di vittoria.

GLI ALTRI VELIVOLI

La concorrenza è però molto agguerrita e le possibilità sembrano minori rispetto a quelle per la gara degli elicotteri. La proposta di Leonardo se la vede con quelle dei team Boeing-Saab e Lockheed Martin-KAI. I primi propongono un velivolo biposto monomotore di nuova concezione con un glass-cockpit simile a quello al velivolo di quinta generazione F-35. I secondi offrono invece il T-50A, velivolo basato sull’addestratore avanzato sudcoreano T-50 Golden Eagle. Bisognerà probabilmente aspettare solo qualche giorno per vendere chi la spunterà, ma certo l’azienda italiana potrà affrontare un eventuale sconfitta con una maggiore serenità.

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