L’ex candidato del centrodestra nel Lazio sferza il pubblico di FdI spiegando che non ci sono due governi ma uno solo. La Lega ha scelto M5S e soprattutto ha scelto Putin al posto dell’Occidente

L’ultimo giorno ad Atreju si tirano le fila di quanto emerso nei primi due giorni di confronto. Nel panel “Non ci resta che ricostruire” Giorgia Meloni riunisce sul palco Magdi Cristiano Allam, Andrea Augello, Guido Castelli, Raffaele Fitto, Nunzia De Girolamo, Stefano Parisi, Edmondo Cirielli, Ruggero Razza e Vittorio Sgarbi a rappresentare le diverse anime della destra italiana con lo scopo di gettare sul tavolo idee utili alla riformulazione di un centrodestra ad oggi disgregato.

Quello che poteva essere un incontro pacato è stato invece un evento animato e con un pubblico tutt’altro che supino rispetto alle parole del palco. La platea si anima, in particolare, quando Parisi critica apertamente il vicepremier Matteo Salvini, accolto ieri come una star dal popolo di Atreju. “Salvini vuole portare l’Italia nella sfera d’influenza della Russia” – dice Parisi dal palco – “Questo significa che l’Italia diventerebbe alleata dell’Iran, Paese che finanzia l’Islam radicale. Salvini ha fatto campagna elettorale insieme a me per la corsa al Comune di Milano ed era sempre accompagnato dallo striscione “Basta moschee”. Ecco da quando è al governo non ha fatto una proposta di legge per fermare la costruzione di nuove moschee”.

Dalla platea arrivano urla di disapprovazione all’attacco verso il ministro dell’Interno tanto da interrompere più volte l’ex candidato alla Regione Lazio. “Non ci sono due governi” – continua Parisi – “Non dobbiamo cadere in questo inganno, ce n’è solo uno. Il M5S è un movimento politico rancoroso che vive nel passato”. Parisi non si fa scoraggiare dai malumori del pubblico ma riconosce che il momento attuale resta delicato. “Penso che in questo momento ci sia tanta confusione nel centrodestra ma noi dobbiamo tenere la barra dritta sul Patto Atlantico e non entrare nella sfera di influenza di Putin” – dice a Formiche.net – “È normale che dopo tanta propaganda sulla bontà di cambiare collocazione nello scenario internazionale ora ci sia chi ne sia stata convinta. Quello è uno dei punti di fondo di un possibile accordo di coalizione, io l’ho sempre detto e l’ho ribadito oggi perché su questo serve chiarezza”.

Se il popolo di Giorgia Meloni non gli ha risparmiato nulla, Parisi si dice soddisfatto dalle aperture al dialogo della leader di Fratelli d’Italia. “Giorgia ha detto che serve rifondare il centrodestra. Il centrodestra degli ultimi 20 anni non c’è più, ora c’è una componente molto forte salviniana, per ricostruire questo prima di tutto dobbiamo capirci tra di noi. Oggi Giorgia Meloni ha fatto un’apertura molto importante per la rifondazione del centrodestra ma c’è tanto lavoro da fare” – conclude Parisi – “L’area liberale e popolare è sempre stata l’area profonda del centrodestra italiano ora non è più così perché è in crisi il modello europeo e occidentale. Basti pensare a quanti guai ha combinato Obama per mettere in crisi quell’alleanza atlantica di nazioni libere che si difendevano tra di loro. L’accostamento a un partito, come Fratelli d’Italia, iscritto a un maxi contenitore sovranista è possibile ma occorre essere disponibili al confronto. In questo momento Salvini non vuol farlo perché è impegnato a fare un governo con questi eversivi”.

Se l’anima liberale, ben rappresentata da Parisi, non apprezza le intemperanze della Lega di Salvini dai “territori” arrivano voci differenti. Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno con Forza Italia, riconosce al vicepremier la capacità di non essersi posto “in tribuna”, rispetto all’elettorato. “Il centrodestra è un sentimento da ricostruire attraverso i livelli territoriali” – dice Castelli – “I comuni sono il luogo di accesso privilegiato alla politica e occorre conoscere anche le “rughe” dei propri elettori. Questa è l’etica da portare nel centrodestra. Il merito di Salvini è stato questo, non essersi posto come un soggetto altro rispetto agli italiani”.

Anche Raffaele Fitto suggerisce di ripartire subito dal livello amministrativo. Dopo le indiscrezioni circolate ieri pomeriggio si attendeva oggi l’annuncio di Raffaele Fitto, ex Presidente della Regione Puglia, di adesione a Fratelli d’Italia. L’annuncio non è arrivato ma sono arrivare linee guida per la ricostruzione di un centrodestra unito. “I temi identitari non dividono il centro destra. Penso al voto del Parlamento Europeo su Viktor Orban, ai temi dell’immigrazione e della sicurezza” – dice Fitto – “Ma il centrodestra deve ripartire dai temi economici e mettere al centro gli interessi economici degli italiani”.

A sferzare i 5 stelle ci pensano anche Andrea Augello e Vittorio Sgarbi. “Vorrei ricordare a Casalino che la Ragioneria dello Stato non è una lobby che lavora contro i cittadini italiani ma è una sentinella a tutela del patrimonio dei cittadini italiani” – dice Augello – “Il reddito di cittadinanza è semplicemente una manovra inutile e inutilmente dispendiosa”. Molto più caustico, invece, Sgarbi, accolto da più ovazioni, che non risparmia toni forti ai grillini. “Il M5S non è un partito di estrema sinistra, è un partito di farlocchi. Rocco Casalino è un fallito mai realizzato, è uno che ha fallito al Grande Fratello e ha avuto successo nel M5S perché è un partito di nulla”. Sgarbi, infine, esorta Fratelli d’Italia a crescere. “Non basta Fratelli d’Italia. Come non basta la Lega, partito locale che è diventato nazionale. Occorre un partito patriottico, combattente e cristiano”.

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