La prescrizione di Bonafede? Giacobina e anticostituzionale. Parla Becchi

La prescrizione di Bonafede? Giacobina e anticostituzionale. Parla Becchi
Il politologo e saggista a Formiche.net: Bonafede fa il giacobino ma abolire la prescrizione va contro la Costituzione. È l'ennesima boutade dei grillini per finire sui giornali. Salvini miete consensi, Di Maio è all'angolo e non controlla più le sue truppe

Paolo Becchi come non l’avete mai sentito. Il politologo e saggista, in libreria con il suo ultimo volume, Italia sovrana (Sperling & Kupfer), ha sempre difeso il guanto di sfida gialloverde contro l’establishment e i dettami della vecchia politica fin dalla sottoscrizione del contratto di governo. Adesso qualcosa è cambiato. Uno dei due contraenti, il Movimento 5 Stelle, comincia a giocare con le regole di quella vecchia politica che aveva promesso di smantellare. Non si spiega altrimenti, dice Becchi in questa intervista a Formiche.net, la scelta, targata Alfonso Bonafede, di abolire la prescrizione con un emendamento. “Spero che la Lega lo blocchi, sarebbero dei pazzi a farlo passare”.

Becchi che idea si è fatto dell’abolizione della prescrizione difesa da Bonafede?

È anticostituzionale, va contro il testo dell’articolo 111 Cost. e tutta la tradizione illuminista, compresi grandi pensatori come Cesare Beccaria e Gaetano Filangieri, spero solo che Salvini e la Lega blocchino l’emendamento, sarebbero dei pazzi ad approvarlo.

Il ministro della Pa Giulia Bongiorno ne ha dette due al guardiasigilli..

La Bongiorno ha perfettamente ragione. Bonafede gioca a fare il giacobino e dimostra la stessa incapacità politica della Grillo al ministero della Sanità. Premetto che io non ce l’ho con il Movimento e sono a favore del contratto di governo, infatti l’ho letto e non c’è scritto da nessuna parte di abolire la prescrizione. Ma poi scusate, nel contratto di governo ci sono scritte tante cose di cui finora non c’è traccia, come i minibot per opporci ai diktat dell’Ue. La riforma della prescrizione è un’urgenza e i minibot no?

Qualcuno ha avuto da ridire sul modus operandi..

Ma si può riformare la giustizia con un emendamento? Quella del Movimento è una tecnica trita e ritrita che ci ricorda gli episodi più brutti della storia repubblicana, è l’abc della vecchia politica. Lo hanno fatto anche con il decreto legge su Genova, inserendoci dentro qualcosa di simile a un condono sulle case di Ischia che non c’entrano nulla, per non parlare di una disposizione sui fanghi per coltivare i campi. Se questo è il cambiamento siamo alla frutta.

Sulla prescrizione è giusto intervenire?

Certo, ma con una riforma della giustizia che l’Italia attende da Mani Pulite, non con un emendamento piazzato all’ultimo minuto. Chiunque sa che il vero male italiano non è la prescrizione ma la lunghezza dei processi. Abolendola non fai altro che invitare i giudici a prendersela con tutta calma rimandando le sentenze all’infinito. Se si vuole proprio intervenire sulla prescrizione si potrebbe bloccarne i termini non dopo il primo grado di giudizio, ma a partire dal ricorso dell’imputato per Cassazione. Devo dire che sono molto deluso, mi aspettavo che con la trasformazione del Movimento in partito si cambiasse il modo di fare politica.

Ci spieghi meglio.

Quella di Bonafede mi sembra l’ennesima boutade per finire sulle prime pagine dei giornali. I pentastellati sono in grandissima difficoltà. Salvini continua a mietere successi, loro non portano a casa nulla e cercano di andare avanti con questi mezzucci, coltivando piccoli interessi locali, peraltro non sempre con successo. Hanno perso tutto l’elettorato ecologista, alle prossime elezioni in Puglia prenderanno una bella batosta.

Vede nel ddl anticorruzione uno scoglio per la coalizione?

Io sono convinto che Salvini cercherà di venire incontro a Di Maio, fra i due c’è un rapporto franco. È evidente però che ci sono dei dissapori, e non capisco perché invece che ricorrere al comitato di conciliazione di cui parla il contratto preferiscono spararsi a distanza sui giornali prestando il fianco alle critiche. I panni sporchi si lavano in casa propria.

E il decreto sicurezza? Anche su quello non tutti i grillini vanno d’accordo…

Quello è un problema interno al M5S. Le truppe leghiste sono compattissime intorno al “capitano”. Di Maio ha dato il suo ok, ma sulle sue truppe non ha più il controllo. Ha una spina nel fianco che si chiama Roberto Fico, e forse anche due con il ritorno di Di Battista. Vista la questione di fiducia e il voto segreto al Senato la Lega non può dormire sonni tranquilli.

Una mano può arrivare dagli amici dell’altra coalizione, quella di centrodestra..

Spero che Fdi lo voti, ho qualche dubbio su Fi. Se il centrodestra si ricompattasse sul decreto sicurezza in questo momento metterebbe in difficoltà Di Maio. Mi sembra che Berlusconi non lo abbia capito, ultimamente ha perso lucidità.

ultima modifica: 2018-11-04T11:00:18+00:00 da Francesco Bechis

 

 

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