Questo articolo inizia con un gioco. Scriviamo due parole e senza pensarci troppo annotiamo tutto quello che ci fanno venire in mente. La prima parola è: centralizzazione. Ci fa pensare a: macchinosità, autoritarismo, burocrazie, limiti, proteste, frustrazione, sprechi. La seconda parola è decentralizzazione. I pensieri, le parole, i concetti che ci vengono in mente sono: libertà, fiducia, democrazia, collaborazione, possibilità, accessibilità, accordo, pluralismo. E blockchain.

Andiamo avanti a giocare con le parole e i pensieri: blockchain, decentralizzazione, democrazia. Alcuni leggeranno 3 parole separate da virgole, altri leggeranno tra le 3 una vera e propria relazione causa effetto, altri vedranno una relazione causa-effetto di significato totalmente opposto, qualcuno vedrà il marketing, altri semplicemente nulla. Sicuramente la semplice probabilità che la blockchain possa essere strumento di democratizzazione basta ad affascinare e a stimolare l’approfondimento.

Sono numerosi gli articoli e innumerevoli i commenti che descrivono la blockchain come capace di democratizzare non solo la finanza, ma anche l’intera società, proprio grazie alla sua struttura decentralizzata. Ogni volta che un dato vi è caricato non viene immagazzinato in un unico luogo ma distribuito contemporaneamente in tutti i nodi di un registro sicuro, universale, crittografato e, appunto, decentralizzato. Questo permette di ottenere molteplici vantaggi che vanno dalla possibilità di eliminare i costi di intermediazione alla protezione delle frodi. Alcuni tra questi vantaggi hanno strettamente a che fare con i concetti di libertà, fiducia, accessibilità e democratizzazione a cui abbiamo accennato qualche riga fa. Vediamoli insieme:

– Mettiamoci nei panni dell’utente. Inserire dati nella blockchain non sarà più come vederli sparire in un buco nero in balia delle imperscrutabili volontà di una struttura centralizzata e semi-onnipotente. Pensate ai recenti scandali sulla vendita di dati per la propaganda politica. La blockchain anche in virtù della sua decentralizzazione è trasparente e i dati sono disponibili alla consultazione.

– La decentralizzazione è anche sinonimo di sicurezza. Quando uno dei suoi punti viene danneggiato l’intera struttura continua a funzionare. Al contrario una struttura centralizzata non è solo un leviatano freddo e distante. È anche molto più fragile. Basta colpirla in uno dei suoi punti deboli per farla crollare.

– Manipolare informazioni quando sono contenute nella blockchain è molto più difficile. Lo sforzo computazionale ed economico per farlo sarebbe immenso.

– Accedere alla blockchain è potenzialmente possibile da ogni angolo del mondo, anche da quelle aree in cui l’accesso ad altre piattaforme partecipative come i social network è proibito. Inibire l’accesso e l’utilizzo della blockchain da parte, per esempio, delle autorità di un governo con lo scopo di limitare le libertà individuali è decisamente molto difficile.

È nella natura stessa della blockchain la resistenza agli interventi manipolativi e monopolizzatori da parte di governi o istituzioni centrali. Almeno quando si parla di blockchain pubblica e di una blockchain pubblica sufficientemente diffusa.

Che tipo di rapporto gli operatori, gli imprenditori e tutti gli attori interessati alla diffusione della blockchain dovrebbero instaurare con istituzioni, enti, banche e Stati? Un rapporto collaborativo e costruttivo fatto di dialogo per la costruzione di un quadro legislativo che valorizzi le caratteristiche di questa grande tecnologia, lasciandola libera però di evolvere nel pluralismo di idee, opinioni e progetti.

Un’associazione di categoria, come Italia 4 Blockchain, sarà uno strumento al servizio di imprenditori, professionisti e cittadini per instaurare un dialogo con le istituzioni e promuovere la creazione di un ambiente favorevole alla diffusione della blockchain, nel rispetto della pluralità di voci, idee e istanze. Perché ne venga riconosciuta l’importanza nel rispetto di tutto ciò che decentralizzazione significa.

Italia 4 Blockchain verrà presentata il 31 gennaio. Per restare aggiornati: www.italia4blockchain.it

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