L’Opec comincia a perdere i pezzi. L’addio del Qatar nel 2019

L’Opec comincia a perdere i pezzi. L’addio del Qatar nel 2019
Dietro la decisione di abbandonare l’organizzazione di Paesi produttori di petrolio non ci sarebbero motivazioni politiche, ma la necessità di aumentare la produzione di gas. A Vienna il 6 e 7 dicembre si incontreranno produttori e non solo per discutere un ulteriore taglio del greggio

Il Qatar dice addio all’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec). Il ministro dell’Energia qatariano, Saad Kaabi, ha annunciato in conferenza stampa il ritiro dall’Opec previsto per gennaio del 2019. Doha ha sempre criticato la politica di riduzione del greggio da parte dell’Opec perché danneggia gli equilibri economici internazionali.

Tuttavia, la decisione di abbandonare l’organizzazione non sarebbe motivata – ufficialmente – da differenze politiche, ma dalla strategia del Qatar di aumentare l’estrazione di gas. “La decisione di abbandonare l’Opec non è politica, né si basa a discrepanze con altri Paesi membri dell’organizzazione […] La decisione di ritirarci riflette il desiderio di concentrarci in piani per aumentare l’estrazione di gas naturale di 77 milioni di tonnellate all’anno a 110 milioni di tonnellate per il futuro”, ha spiegato Kaabi. Il ministro ha detto che il Qatar è orgoglioso della leadership nella produzione di gas naturale e di essere il più grande esportatore di gas naturale liquefatto. Inoltre, Doha vuole rafforzare la propria posizione come fornitore di energia e di grande volume di produzione petrolifera.

Seppure abbandonerà l’Opec, il Qatar rispetterà però gli impegni internazionali “come qualsiasi altra nazione non membro dell’organizzazione”.

Tuttavia, secondo il Financial Times, dietro l’addio all’Opec c’è il peggioramento dei rapporti del Qatar con quattro stati arabi: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. Non è da dimenticare che a giugno del 2017 il Qatar è stato isolato, in termini commerciali e diplomatici, e accusato di sostenere organizzazioni terroristiche. E l’emirato aveva respinto le condizioni imposte dai suoi vicino per quanto riguarda la chiusura dell’emittente tv Al Jazeera e la fine dei rapporti con l’Iran e con la Fratellanza musulmana.

Ora resta da conoscere la posizione della Russia rispetto alla produzione del petrolio e dell’Opec. Da quanto si legge sul sito Sputnik, Mosca sta lavorando sul tema. Il ministro dell’Energia russo, Alexandr Novak, ha detto che non può anticipare nulla, ma che si sta analizzando lo sviluppo della situazione. “Come sapete, è prevista una riunione dei ministri la prima settimana di dicembre – ha detto Novak -. Sono sicuro che insieme ai nostri compagni, membri dell’Opec e non, troveremo una soluzione coordinata e consolidata per beneficiare il mercato petrolifero”.

Rimandato più volte, il meeting tra membri dell’Opec e i suoi alleati esterni si terrà a Vienna il 6 e il 7 dicembre. Molto probabilmente, quest’anno l’incontro si concluderà con la decisione di fare un ulteriore taglio alla produzione internazionale di greggio.

ultima modifica: 2018-12-03T11:36:41+00:00 da Rossana Miranda

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