Cyber security, terrorismo, Nato e gli Stati Uniti di Trump sono stati alcuni dei temi affrontati nelle due giornate organizzate dalla Biblioteca Comunale di Terni, in cui si è dato il via al I° workshop sulla politica internazionale e le minacce globali

Cyber security, terrorismo, Nato e gli Stati Uniti di Trump sono stati alcuni dei temi affrontati nelle due giornate organizzate dalla Biblioteca Comunale di Terni, in cui si è dato il via al I° workshop sulla politica internazionale e le minacce globali.

CHI C’ERA

Al workshop hanno preso diversi relatori: Germano Dottori, docente di studi strategici presso la Luiss di Roma, Matteo Bressan, docente di Relazioni Internazionali presso la Lumsa di Roma e organizzatore del Workshop insieme alla Bct di Terni, Michele Pierri, direttore di Cyber Affairs, Marco Cochi giornalista esperto d’Africa e docente presso la Link Campus University ed Emanuele Rossi giornalista della rivista Formiche.net.

LE SFIDE CYBER

Il primo panel ha visto un tema di straordinaria attualità, ovvero le sfide del cyberspazio e cioè sostanzialmente il nuovo campo di battaglia sul quale si stanno per combattere le guerre moderne, la rete. Ne ha parlato uno dei maggiori esperti italiani, Michele Pierri, direttore di Cyber Affairs, prima agenzia di stampa italiana interamente dedicata alla sicurezza cibernetica. L’incontro è stata un’occasione per fare il punto sulla situazione italiana nella cyber security analizzando anche gli investimenti e i danni economici subiti negli ultimi anni. Nel periodo 2011-2017, i costi generati dalle sole attività cyber criminali sono quintuplicati, passando da poco più di 100 miliardi di dollari nel 2011 a oltre 500 miliardi nel 2017 registrando il coinvolgimento di quasi un miliardo di persone nel mondo, causando ai soli privati una perdita stimata in 180 miliardi di dollari.
Nel suo intervento Pierri, conferma che c’è sempre più una profilazione di attacchi, data da un fatto oggettivo: la superficie internet si allarga sempre di più. Tutto questo, ha creato molti vantaggi ma anche molte vulnerabilità, che prima non esistevano e che vanno da un aspetto personale e quindi nel saper comprendere quanto un dato inserito in rete sia pubblico, fino all’aspetto legato alla competitività economica.

COSA ACCADE IN AFRICA

Il secondo panel, dedicato ad un focus sull’Africa e la minaccia di Al-Qaeda, ha visto come relatore il giornalista Marco Cochi, esperto di affari africani e collaboratore di Nigrizia. Cochi ha permesso al numeroso pubblico presente di far comprendere la situazione africana ad oggi, sottolineando come negli ultimi 12 mesi sono triplicati gli attacchi terroristici nel territorio, raggiungendo quota 377 con 895 morti.

NATO E MINACCE IBRIDE

Il terzo panel della prima giornata, ha riguardato il fronte Sud della Nato e le minacce ibride, relatore dell’incontro Matteo Bressan, docente di Relazioni Internazionali presso la Lums di Roma, membro della Sioi e della Nato College Foundation. Bressan ha analizzato il Mediterraneo nell’odierno contesto internazionale,
“Il Mediterraneo non è più lo specchio di mare che conoscevamo – ha affermato Bressan – abbiamo altri attori che non necessariamente hanno una presenza fisica nelle coste del mediterraneo, come la Cina ma anche altre realtà, presenti economicamente, che ci riguardano da vicino. Il fronte sud, in ambito Nato, si aggiunge al tradizionale fronte est, rappresentato dalla minaccia della Russia. All’interno del fronte sud si registrano diverse sfide, tra cui il terrorismo, i flussi migratori e l’instabilità di alcuni paesi chiave dell’Africa e del Medio Oriente”.

IL FENOMENO DELLE FAKE NEWS

Nella seconda giornata, si è dato spazio all’analisi delle fonti aperte nell’era delle fake news, relatore dell’incontro, Emanuele Rossi della rivista Formiche.
L’intervento di Rossi, ha visto una seria e completa analisi delle fonti aperte e la raccolta delle informazioni mediante la consultazione di fonti di pubblico accesso. Rossi, ha permesso al pubblico presente di analizzare la regressione e l’approccio della stampa oggi. Lo studio del fenomeno, vede il 57 % della produzione di contenuti fake incentrati su politica e cronaca e il 20% su argomenti di carattere scientifico. Rossi, nel suo intervento ha focalizzato il problema sulla consapevolezza da parte dell’utente nel riconoscere le notizie veritiere sul web.
Ad oggi infatti, è sempre minore la capacità dei cittadini di discernere in modo competente tra realtà e finzione. Secondo il rapporto “Infosfera” sull’universo mediatico italiano realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa, l’87% degli utenti non è in grado di distinguere sul web una notizia vera da una falsa.

GLI USA DI TRUMP

Il workshop, si è poi concluso con l’intervento di Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss, sul tema “Trump, Putin e noi”.
Dottori ha fatto il punto sulla situazione americana partendo dal presidente Usa Donald Trump definendolo “l’interprete di una tradizione politica americana totalmente opposta alla precedente”.
“La politica americana – ha proseguito Dottori – fin dal 1945 da sinistra a destra ha avuto una base wilsoniana, mentre Trump invece è interprete di una tradizione dove gli Usa devono perseguire i loro interessi nazionali”.
Trump – spiega Dottori – non è un presidente guerrafondaio. L’America statisticamente sceglie il candidato che impiega di meno le forze americane negli altri Paesi”.
Per quanto riguarda Mosca, invece, Dottori ha commentato che “la Russia oggi è strategicamente sulla difensiva ed evita lo scardinamento del proprio stato anche se all’occasione tatticamente può diventare offensiva come nel caso della Crimea”.

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