La Corporate social responsibility secondo Elettronica, un “great place to work”

La Corporate social responsibility secondo Elettronica, un “great place to work”
Welfare aziendale, dialogo costante con le università e investimenti in ricerca e sviluppo. Sono gli ingredienti che fanno di Elettronica “un'azienda socialmente responsabile”, pronta alle sfide del futuro e certificata nuovamente come “Great place to work”. Conversazione con il direttore Risorse umane del Gruppo guidato da Enzo Benigni

Il settore della difesa fa bene al sistema-Paese. Crea occupazione di alto livello, investe in ricerca e sviluppo e contribuisce alla crescita nazionale. Ne è un esempio Elettronica, il Gruppo guidato da Enzo Benigni e specializzato in electronic warfare e cyber intelligence, che anche per il 2018 ha visto assegnarsi la certificazione di “Great place to work”. Tra welfare aziendale, dialogo con il mondo dell’università e attenzione alle tecnologie del futuro, l’azienda è da tempo impegnata a perseguire gli obiettivi di Corporate social responsibility (Csr), confluiti già lo scorso anno nel primo Bilancio sociale. Di tutto questo abbiamo parlato con Emanuele Galtieri, vice president People, communication & Ict.

UN “GREAT PLACE TO WORK”

Solo pochi giorni fa, per Elettronica è arrivata la nuova certificazione di “Great place to work”, relativa al 2018. Il gruppo ha registrato un livello di attaccamento all’azienda dell’80% tra i dipendenti, convinti che l’azienda sia un “Eccellente” luogo di lavoro. Sempre in materia di benefit, Elettronica svetta nella classifica italiana, distaccandosi di ben 32 punti percentuali dalla media nazionale delle aziende partecipanti e di 8 punti dalle prime classificate nei sondaggi GPtW, grazie all’84% di lavoratori soddisfatti per la completezza di iniziative adottate. Great place to work, ha spiegato Galtieri, “è anche il nome della società che realizza le indagini di clima. Nata negli Stati Uniti, è da anni ormai ben radicata anche in Italia con una sua sede; si tratta di un ente autonomo e indipendente che misura la qualità degli ambienti di lavoro somministrando un questionario ai dipendenti, che lo compilano in maniera assolutamente anonima”. I risultati “vengono poi paragonati ai benchmark di riferimento, valorizzando la distanza dalle prime 10/15 best large companies italiane”.

IL BILANCIO SOCIALE

Per capire le ragioni del riconoscimento di GPtW, basta scrutare tra i dati del Corporate social responsibility report 2017, presentato a novembre dello scorso anno. È “il frutto di un percorso che Elettronica ha affrontato negli ultimi anni e che continua con sempre maggior vigore”, ma che poggia su “un impegno di lunghissima data”. Più recentemente, ha notato il manager, “ci siamo resi conto di poterlo strutturare e collocare in maniera tale da mostrare il file rouge che lega le tante iniziative rivolte a dipendenti e stakeholder, facendo di Elettronica un’azienda socialmente responsabile”. Così, mettere nero su bianco ciò “che ci era venuto naturale fare da decenni”, ha permesso di “evidenziare un progetto che dà contezza dei valori dell’azienda e genera su di esso piena consapevolezza tra i dipendenti”.

IL WELFARE AZIENDALE…

Il primo pilastro della nostra Corporate social responsibility “è sicuramente il welfare aziendale”, basti pensare ai flexible benefit che Elettronica ha introdotto qualche anno prima del rinnovo del contratto collettivo nazionale Metalmeccanici. “Con ricerche interne, ci siamo resi conto delle esigenze dei nostri dipendenti; siamo partiti con 700 euro netti, per arrivare oggi a 980 euro per le spese di ciascun dipendente”. Si tratta, ha rimarcato il manager, “della possibilità, attraverso un sito web dedicato ai dipendenti, di permettere a ciascun dipendente di comporre per il paniere di benefit più idoneo alle proprie esigenze, scegliendo tra i pacchetti più svariati, dai libri per la scuola dei figli alla palestra, dalle rate del muto a quelle universitarie, dai servizi sanitari a quelli di babysitting”.

…E IL WORK-LIFE BALANCE

Altro ambito di attenzione ai dipendenti è la cura del cosiddetto work-life balance. “Nel 2018 abbiamo introdotto il ‘maggiordomo aziendale’, che due volte a settimana arriva in sede per offrire ai dipendenti servizi utili a riequilibrare l’orario lavorativo con il tempo da dedicare agli impegni personali, ritirando ad esempio i documenti da spedire alle Poste o i vestiti da mandare in lavanderia”. Poi, ha notato ancora Galtieri, “è stata la volta dell’Amazon locker”, frutto di una convenzione tra Elettronica e il colosso delle spedizioni. “Abbiamo inserito in azienda un armadio Amazon a cui i dipendenti possono far riferimento per ritiri, resi e consegne, un’introduzione che ha avuto un enorme gradimento, con tanto di richiesta di ulteriore estensione del servizio”.

LA PARTENERSHIP CON LE UNIVERSITÀ

Ma l’attenzione dell’azienda è rivolta anche al mondo esterno: “Essendo impegnati nell’impiego di tecnologie all’avanguardia abbiamo bisogno di attirare le migliori e più brillanti giovani menti”. Le nuove generazioni, ha aggiunto Galtieri, “tendono sempre di più a individuare e scegliere contesti lavorativi che, oltre al semplice stipendio, possano offrire anche altro”. Anche per questo Elettronica stipula da anni accordi con diversi atenei italiani, tra cui La Sapienza di Roma, la Luiss Guido Carli, la Federico II di Napoli, l’Università Tor Vergata e il Cnit Sant’Anna di Pisa. Si tratta di rispondere a due esigenze: fare scouting e trasmettere al mondo universitario le indicazioni sulle qualità professionali richieste. “In passato – ha ricordato il manager – abbiamo riscontrato uno scollamento in termini di competenze tra ciò che l’università era in grado di fornire e quello che serviva alla nostra realtà”, un Gruppo impegnato “in un settore di nicchia che lavora sullo spettro elettromagnetico”.

IL MASTER CON LA LUISS

Così, “per coprire questo gap, abbiamo voluto dare un contributo concreto nella stesura di alcuni programmi universitari, suggerendo dove spingere e ospitando altresì gli studenti in azienda, in modo da avere contestualmente un doppio feedback”. Esempio evidente di questo sforzo è il “progetto innovativo” promosso da Cy4Gate (controllata impegnata in cyber-intelligence) con la Luiss, finalizzato “a elevare il livello di cultura in Italia sui temi cibernetici”. Proprio su questi aspetti, infatti, “c’è ancora un ampio gap di know how da colmare, e per questo il master si concentra ad esempio sugli aspetti legislativi connessi al cyber, così da creare i profili professionali del futuro”. Proprio in questi giorni è stata lanciata la seconda edizione del master per il quale Elettronica ha messo a disposizione due borse di studio che coprano parte del valore del master per candidati particolarmente meritevoli. E sempre con l’ateneo romano “siamo a lavoro per creare una cattedra cyber, poiché vogliamo dare il nostro contributo di conoscenze, expertise e risorse al fine di sviluppare un dominio che riteniamo premiante”.

INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO

Infine, c’è il forte accento posto sulla ricerca e sviluppo, imprescindibile per un azienda che lavora in una nicchia specializzata della Difesa, quale è la guerra elettronica. Nel 2017, Elettronica ha investito quasi 10 milioni di euro in R&D, pari a oltre il 5% del proprio fatturato. “Il nostro presidente – ci ha raccontato Galtieri – non perde occasione per enfatizzare a tutta la popolazione aziendale, in occasione dell’evento annuale rivolto a i dipendenti, che nel nostro segmento dobbiamo essere i numeri uno; non possiamo essere dei follower perché altrimenti rischiamo di scomparire”. Da qui, il forte impulso dato alla ricerca e sviluppo, che è evidente tra gli altri nel sistema anti-drone Adrian, nato dall’intuizione di alcuni dipendenti e ora in pista per importanti commesse nella crescente esigenza di contrasto alle minacce dei piccoli e medi velivoli a pilotaggio remoto. Oltre gli investimenti però, ha notato ancora Galtieri, “abbiamo aggiunto un clima stimolante per le idee innovative; il nostro Innovation award è giunto all’ottava edizione, ed è rivolto a tutti i dipendenti”. Le idee vincitrici, ha detto concludendo, “vengono finalizzate per l’implementazione, e alcune si traducono in prodotti veri e propri prodotti, esattamente come Adrian”.

ultima modifica: 2019-02-12T16:19:08+00:00 da Stefano Pioppi

 

 

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