Questo corposo romanzo è al contrario un affresco struggente e drammatico di “piccola gente” tutt'altro che eroica, presa al laccio dalla Seconda Guerra Mondiale tra i quartieri bombardati di Roma

“La Storia” di Elsa Morante è uno di quei libri che, seppure di cruda e documentata ambientazione storica, rimangono nel cuore e nella mente.

Pubblicato nel 1974 dopo tre anni di lavoro, era ormai metaforicamente relegato tra gli scaffali più polverosi delle librerie, sicché le “nuove generazioni”, almeno sino a pochi giorni fa, con tutta probabilità nemmeno sapevano che esistesse (e invece esisterà per sempre).

D’altra parte un destino similare sembrava a suo tempo toccato anche al meraviglioso testo de “Il Signore degli Anelli”, peraltro di molto antecedente, ma Tolkien ebbe la “fortuna” di collocarsi al centro di un autentico, straordinario, forse irripetibile fenomeno cinematografico.

elsa morante la storia“La Storia” di Morante, invece, non si presta davvero a rappresentazioni di carattere epico…tutt’altro. Non c’è nessun hobbit investito di una “mission impossible”. Non ci sono re e nobili cavalieri, dame fatate e potenti stregoni a contendersi la fantasia ed il tifo degli spettatori.

Questo corposo romanzo è al contrario un affresco struggente e drammatico di “piccola gente” tutt’altro che eroica, presa al laccio dalla Seconda Guerra Mondiale tra i quartieri bombardati di Roma, e sopraffatta da quel destino “cinico e baro” che produrrà i suoi tragici effetti su Ida e i suoi figli Nino e Useppe anche nell’immediato dopoguerra.

La piccola gente di Elsa Morante, tuttavia, è più attuale che mai…In fondo la gran parte di noi è ormai costretta a subire gli eventi che ci sovrastano e che non possiamo più prevedere, tanto meno orientare e gestire. Con qualche eccezione sulla scelta tra la Vita e la Morte… Quando la scrittrice redige la cronaca del trasferimento degli Ebrei romani ad Auschwitz, emerge prepotente la figura di Celeste Di Segni la quale, pur essendo scampata al rastrellamento del Ghetto, si precipita alla Stazione Tiburtina per salire sul treno dove sono già stipati il marito e i loro cinque figli, scegliendo così di condividerne la sorte.

Proprio come ne “La Storia”, siamo gusci sballottati dai marosi che percuotono il mondo, le cui fila sono in mano ai potentati più o meno visibili della terra…. Abbiamo ormai paura di tanto se non di tutto, siamo consapevoli della nostra impotenza e quasi rassegnati a viverla.

Da “La Storia” si riceve una lezione di letteratura altissima, tutt’altro che minimalista, quale oggi, a mio avviso, è difficile poter avere. I suoi protagonisti, la loro piccola grande storia, rappresentano anche una lezione di vita che lacera il cuore.

Un tempo sarebbero sembrati lontani dalla realtà quotidiana di tanti di noi…Oggi, invece, ce li ritroviamo accanto sempre più spesso, e più consapevolmente ci riconosciamo in loro: è proprio vero che la Storia non la scriviamo noi, piccola gente in balia di eventi spaventosi e altrettanto incontrollabili.

Magari potessimo almeno sapere che l’Anello del Male è finito in mano ad uno di coloro che non hanno mai contato nulla “agli occhi del mondo”, e che “basterebbe” il suo coraggio a distruggerlo per sempre, per restituire questa Terra agli “Uomini”!

Quelli degni di tale definizione, ovviamente, soprattutto agli occhi di Dio.

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