Sul Venezuela l’Italia è sempre più sola. Anche l’Irlanda riconosce il governo di Guaidó

Sul Venezuela l’Italia è sempre più sola. Anche l’Irlanda riconosce il governo di Guaidó
Il vicepremier e ministro degli Affari esteri irlandese, Simon Coveney, ha dichiarato che il popolo venezuelano "ha il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro"

L’Italia è sempre più sola nella sua posizione sulla crisi del Venezuela. Il governo della Repubblica di Irlanda ha annunciato oggi che riconoscerà Juan Guaidó come presidente ad interim del Paese sudamericano. L’obiettivo: contribuire nel processo di transizione perché siano convocate nuove elezioni presidenziali in Venezuela in maniera “libera, giusta e democratica”.

Il vicepremier e ministro degli Affari esteri irlandese, Simon Coveney, ha dichiarato con un comunicato stampa che la decisione di Dublino risponde alla scadenza dell’ultimatum di otto giorni dell’Unione europea a Nicolás Maduro per richiamare al voto.

“In assenza di tale annuncio – ha spiegato Coveney – mi unisco ad altri Stati membri dell’Unione europea per riconoscere e sostenere Juan Guaidó, presidente eletto democraticamente all’Assemblea Nazionale, come presidente ad interim del Venezuela”.

Coveney ha sottolineato che il popolo venezuelano “ha il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro” e la comunità internazionale è impegnata in sostenere “soluzioni democratiche per generare stabilità politica e rispondere alle necessità urgenti dei cittadini”. Ha anche detto che parlerà personalmente con Guaidó per comunicarle la nuova posizione di Irlanda.

Solo cinque Paesi in Europa non hanno ancora riconosciuto il governo di transizione di Guaidó: Cipro, Slovacchia, Romania, Grecia e Italia.

Guaidó si è riunito con rappresentanti dell’Unione europea per ringraziare il sostegno al nuovo governo di transizione. Secondo l’emittente Union Radio di Caracas, il presidente dell’Assemblea nazionale ha affrontato con loro questioni legate alla “transizione democratica” nel Paese.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha deciso di incontrare i leader dei gillet gialli (scatenando una nuova crisi diplomatica con la Francia), ma ha preferito astenersi dall’interloquire con rappresentanti del governo di Guaidó. La giustificazione è che il governo italiano preferisce mantenere “una linea neutrale di non ingerenza” di fronte ad “un periodo storico complesso e doloroso”.

Guaidó aveva scritto una lettera al leader del Movimento 5 Stelle e al vicepremier Matteo Salvini, chiedendoli di ricevere una delegazione del governo di transizione. Salvini ha accettato l’invito e li incontrerà lunedì.

“Credo che è necessario che il governo italiano mantenga una linea di neutralità e non ingerenza nel processo che condurrà a nuove elezioni – ha scritto Di Maio su Avvenire – fomentando un dialogo costruttivo tra le parti, con l’obiettivo di non aumentare la divisione a livello internazionale e con conseguenze per la stabilità del Paese”.

Altri Paesi invece non si tirano indietro. Oggi a Montevideo si terrà la prima riunione del gruppo di contatto internazionale sul Venezuela, istituito su iniziativa dell’Unione europea. Il gruppo riunirà delegati europei e Paesi dell’America latina.

ultima modifica: 2019-02-07T10:00:02+00:00 da Rossana Miranda

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