Il Commissario Mogherini si è pronunciata contro le mosse di Israele, ma l'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite ha ribadito il timore che il territorio possa rilanciare i regimi iraniano e siriano

Aumentano le tensioni geopolitiche sulle Alture del Golan. In attesa della riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che discuterà oggi pomeriggio il caso su richiesta della Siria, si è pronunciata in maniera ufficiale l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, Federica Mogherini.

“La posizione dell’Unione europea sullo status delle Alture del Golan non è cambiata – ha precisato – è in linea con il diritto internazionale, e con le risoluzioni 242 e 497 del Consiglio di sicurezza Onu, l’Ue non riconosce la sovranità di Israele sulle Alture del Golan occupate”. Una risposta immediata al decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump, che riconosce invece la sovranità israeliana sulle colline.

In contrapposizione, Jonathan Cohen, ambasciatore americano alle Nazioni Unite, ha spiegato oggi che gli Stati Uniti hanno preso questa decisione perché “permettere che il Golan sia controllato dai regimi di Damasco e Teheran vuol dire chiudere gli occhi di fronti alle atrocità del regime di Assad e di fronte alla presenza destabilizzante e maligna dell’Iran nella regione”. Il timore è che i due despoti di Siria e Iran possano insidiare le postazioni israeliane scatenando un’ulteriore instabilità nella regione.

La vicenda del riconoscimento americano della sovranità israeliana sulle Alture del Golan è stato uno degli argomenti trattati dal premier dell’Iraq, Adel Abdul Mahdi, e il presidente dell’Iran, Hassan Rohani durante una conversazione telefonica ieri sera. Entrambi hanno condannato la scelta americana, per loro si tratta di una violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Posizione condivisa con l’Arabia Saudita. Il delegato permanente saudita alla Lega Araba, Osama Ben Ahmed Naqli, ha dichiarato che “il riconoscimento da parte dell’amministrazione statunitense della sovranità israeliana sul Golan siriano è una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, i principi del diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza 242 del 1967 e 497 del 1981”. Ha delegittimato qualsiasi tentativo di indebolire i diritti arabi e l’iniziativa di pace della regione.

“L’annessione della Cisgiordania sarà il prossimo passo – si legge in un tweet il segretario generale dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Saeb Erekat – poi arriverà il riconoscimento dello Stato di Gaza sotto la bandiera di Hamas”. Ha detto minacciando il presidente Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu invitandoli ad esaurire ogni speranza di pace.

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