Strage di cristiani in Sri Lanka, il rischio di attentati kamikaze era stato segnalato

Strage di cristiani in Sri Lanka, il rischio di attentati kamikaze era stato segnalato
Otto esplosioni, 200 morti e oltre 500 feriti. Un'intelligence straniera aveva informato che il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama'ath (Ntj) stava pianificando attacchi suicidi contro chiese importanti

Un coprifuoco di 12 ore in tutto il Paese. È la decisione presa dal governo dello Sri Lanka dopo la serie di attacchi contro alberghi e chiese, attacchi che finora hanno provocato la morte di oltre 200 persone. È quanto si legge in una nota della presidenza, secondo cui il cessate il fuoco sarà in vigore dalle 18 ora locale di oggi (le 14.30 in Italia) alle 6 di domani. Il governo ha inoltre annunciato anche un “blackout” dei social e dei servizi di messaggeria con effetto immediato. Gli attentati non sono ancora stati rivendicati. Al momento sono stati arrestati 8 uomini ritenuti responsabili degli attacchi multipli, ma le indagini proseguono.

GLI ATTACCHI MULTIPLI

Una nuova esplosione, l’ottava, è stata segnalata a Orugodawatta, un sobborgo settentrionale di Colombo, capitale dello Sri Lanka, ha riferito la polizia. Le altre esplosioni simultanee si sono verificate in tre hotel di lusso e tre chiese durante le celebrazioni di Pasqua. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, almeno due esplosioni sarebbero state opera di attentatori suicidi. Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Sono stati sicuramente colpiti anche lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo.

ARRESTATI OTTO UOMINI

Al momento sono 8 le persone arrestate ritenute responsabili per attentati che hanno ucciso oltre 200 persone. A renderlo noto il premier Ranil Wickremesinghe, specificando che “finora i nomi emersi sono tutti locali” ma che gli inquirenti stanno cercando di verificare se i terroristi avessero eventuali “contatti all’estero”. Il premier ha aggiunto che si sta cercando di capire “perché non siano state prese precauzioni adeguate”, ma che la priorità del governo è “catturare i terroristi”: “Dobbiamo cercare per prima cosa e prima di tutto che il terrorismo non rialzi la testa in Sri Lanka”.

GLI ALLARMI DEI GIORNI PRECEDENTI

A poche ore dai sanguinosi attentati, in Sri Lanka si apre la polemica sulle mancate misure di prevenzione prese dal governo visto che l’allerta su possibili attentati alle Chiese era arrivato in anticipo. Lo ha detto lo stesso premier, Ranil Wickremesinghe: “Dobbiamo capire perché non siano state prese precauzioni adeguate. Né io né i ministri eravamo stati tenuti informati”. Il capo della polizia era stato allertato da un servizio straniero di intelligence e aveva emanato un’allerta a livello nazionale l’11 aprile, segnalando il rischio di attentati kamikaze contro “chiese importanti” e contro la rappresentanza diplomatica indiana a Colombo, pianificati dal gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath.

Il capo della polizia dello Sri Lanka, infatti, aveva emanato una allerta a livello nazionale 10 giorni fa segnalando il rischio di attentati kamikaze contro “chiese importanti”. L’ufficiale, Pujuth Jayasundara, aveva segnalato la minaccia l’11 aprile, allertato da un servizio di intelligence straniero, secondo il quale il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath (Ntj) sta pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese importanti come pure l’alta commissione indiana a Colombo”. Il gruppo radicale islamico Ntj è noto dall’anno scorso, quando era stato collegato ad una serie di atti vandalici contro simboli buddisti.

LA NOTA DELLA FARNESINA

La Farnesina ha confermato in un tweet che l’unità di crisi è al lavoro, insieme all’Ambasciata d’Italia a Colombo “per effettuare verifiche sugli attacchi in #SriLanka”. Nel tweet è indicato anche un numero di telefono a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni: 00390636225.

IL MESSAGGIO DI SANT’EGIDIO

“Auspicando che le operazioni di soccorso riescano a salvare la vita dei numerosi feriti, la Comunità esprime la più ferma condanna nei confronti di chi ordisce trame omicide contro persone innocenti, inermi e in preghiera”. Sono le parole diffuse con una nota dalla Comunità di Sant’Egidio sulla strage nello Sri Lanka. “È una violenza cieca che ha come unico obiettivo seminare terrore e minare ogni tessuto di coabitazione. Sgomenta la scelta di colpire i cristiani proprio nel giorno di Pasqua, la festa più importante dell’anno, in chiese tra l’altro frequentate anche da musulmani e buddisti e dove si vive uno spirito di coabitazione pacifica tra credenti di diverse religioni. La vita pacifica dei cristiani – prosegue la nota – resta la più grande risposta a chi cerca di seminare odio e divisione. Non lasciamo solo lo Sri Lanka, i cristiani, e manifestiamo la più forte solidarietà di tutte le Chiese e dei credenti di tutte le religioni, percorrendo ogni strada possibile di riconciliazione e pace”.

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO

Della tragedia che ha colpito il Paese situato al sud dell’India, ha parlato anche il pontefice, al termine della benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia centrale della Basilica vaticana: “Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.

(Ultimo aggiornamento ore 18:50)

ultima modifica: 2019-04-21T12:20:06+00:00 da Veronica Sansonetti

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: