Recensione del libro-manifesto ISAGOR: la Repubblica d'Europa. Un primo passo per definire i contenuti di un nuovo progetto politico con al centro l'idea di un'Europa federata.

ISAGOR è un acronimo, come viene spiegato nel libro, che sta per IStruitevi, AGitatevi e ORGanizzatevi. Un riferimento e un omaggio a un grande pensatore e attivista politico del secolo passato: Antonio Gramsci.

Il libro, edito da addeditore.it, è un manifesto politico che mette insieme riflessioni, idee e proposte di un gruppo di studiosi e attivisti politici che fanno riferimento alla Fondazione “Benvenuti in Italia” il cui Presidente è Davide Mattiello, già deputato nella scorsa legislatura e relatore di alcune tra le più importanti normative anti-mafia realizzate negli ultimi anni.

A pagina 39 si legge:

Abbiamo una convinzione. Gli europei possono costruire un futuro nel quale le guerre siano illegali, la terra viva e vegeta, i bambini liberi di crescere fuori dalla paura e dal bisogno. Tutti, non soltanto quelli che nascono ai piani alti della ziqquarat terribile che chiamiamo società globale. Per farlo è necessario trasformare l’Unione Europea in una Repubblica d’Europa. Una Repubblica unita e indivisibile, democratica, fondata sulla libertà e sulla responsabilità. Niente di meno.

Che bellissimo augurio. Che bellissima prospettiva. La base ideologica del manifesto è per me questa: credere che un mondo diverso da quello in cui viviamo sia non solo possibile, ma anche indispensabile.

Un’azione politica non potrà concretizzarsi se non ha alla base una progettualità. E un progetto non può esistere se non c’è una visone complessiva del cosa e come fare. In questo libro, ricco di concetti, idee e proposte, ma di lettura veloce, ho trovato un progetto politico ben delineato, che corrisponde a una visione del mondo che condivido: non solo dal punto di vista ideale – dimensione ben trattata nel capitolo denominato “La possibilità” pp.37-86- ma anche da quello pratico, con l’elencazione di alcuni temi reputati urgenti: lavoro, informazone, legalità e libertà religiosa. Quattro pilastri attorno a cui si concretizza quest’idea di cambiamento. Ovviamente, è bene chiarito, quest’azione non si limita a questi quattro aspetti. Questo lavoro è un primo passo.

Per me, che vengo dalle terre della Versilia, dove nel 1944 i nazi-fascisti fecero una delle più orribili stragi di civili d’Italia, Sant’Anna di Stazzema, l’Unione Europa è primariamente un progetto di pace. Che questa pace sia il prodotto non di una volontà esplicita da parte degli Stati che diedero vita all’Unione, ma della constatazione che non avrebbero comunque più potuto farsi la guerra, mi interessa poco. Mi interessa che da 70 anni a questa parte la generazione dei miei genitori, la mia e quella successiva, hanno vissuto nel più lungo periodo di pace e prosperità che la storia d’Europa ricordi.

Interpreto il mio impegno civico e soprattutto politico in questi termini: responsabilità. Che questa pace perduri non è affatto scontato. Che ciò che oggi abbiamo possa essere goduto anche dalle generazioni future, non è scontato. L’Unione Europa è un progetto che va cureato ogni giorno. Va migliorato, poiché non sempre ha prodotto ciò che ci si aspettava. Ma la sua esistenza, la sua cura e il suo sviluppo sono una nostra responsabilità: di ciascuna e di ciascuno di noi.

La generazione di mia nonna ha pagato col sangue la creazione di questa “possibilità” di pace. Noi dobbiamo ora farci carico della sua concretizzazione. Affinché non solo in Europa, dal punto di vista geografico, ma ovunque nel mondo, la dignità di ogni essere umano sia rispettata. Per questo la Repubblica d’Europa delineata in questo libro-manifesto mi convince e pone le basi per un qualche cosa di certamente complesso e ambizioso, ma anche tanto urgente.

Il rischio che, per politiche sbagliate, di questa o quella parte, un intero progetto vada in disfacimento, è troppo alto: non lasciamo che questa possibilità svanisca. ISAGOR per una Repubblica d’Europa. Ecco il grido di battaglia. Per una memoria da salvaguardare, per un presente da vivere e un per un futuro (migliore, per tutte e per tutti) da immaginare e costruire.

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