Un F-35 sopra la Casa Bianca. Così Trump ha brindato al nuovo abbraccio con la Polonia

Un F-35 sopra la Casa Bianca. Così Trump ha brindato al nuovo abbraccio con la Polonia
Per la prima volta, un caccia di quinta generazione ha sorvolato la Casa Bianca. L'obiettivo è stato per lo più simbolico, volto a suggellare il nuovo (e strettissimo) abbraccio tra Washington e Varsavia. La preoccupazione comune è l'assertività di Mosca. Per contrastarla arriveranno dagli Usa in Polonia anche droni e altri mille soldati

Volano gli F-35 sopra la Casa Bianca, accompagnati dallo sguardo soddisfatto di Donald Trump e da quello entusiasta del premier polacco Andrzej Duda, desideroso di acquistarne almeno 32. Per Varsavia è la ciliegina sulla torta della modernizzazione militare portata avanti negli ultimi anni a suon di budget e investimenti, frutto delle preoccupazioni per l’assertività russa e ben più ampia degli avanzati caccia di quinta generazione, tra sistemi di difesa aerea, droni e incremento della presenza dei soldati americani.

IL SORVOLO

“Vuol dire che avete buon gusto”, ha detto Trump rivolgendosi a Duda circa l’ordine polacco per il velivolo realizzato da Lockheed Martin. Si tratta, ha aggiunto, “del caccia più moderno mai realizzato nella storia”. Per dimostrarlo, ecco il breve air show sopra le teste dei due leader, eseguito da un F-35 del Corpo dei Marines proveniente, insieme a un velivolo gemello portato come riserva, dalla base di Beaufort, in South Carolina. “Una piccola dimostrazione”, ha ammesso Trump, valida soprattutto per suggellare simbolicamente il nuovo abbraccio tra Washington e Varsavia.

LA POLONIA NEL PROGRAMMA

L’annuncio sui piani polacchi per gli F-35 era già arrivato a fine maggio, quando il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak aveva anticipato la presentazione di una richiesta formale di quotazione per 32 velivoli annunciata dal ministro della Difesa. Una richiesta confermata l’altro ieri dallo stesso Blaszczak durante la sua visita negli States, parallela a quella di Duda: “La Polonia – ha detto il ministro – vuole entrare nel gruppo elitario dei Paesi che hanno l’F-35”, con l’ambizione di aumentare in futuro il numero caccia in programma. Una scelta strategica per i polacchi, desiderosi di rafforzare ulteriormente la già solida e tradizionale alleanza con Washington e di inviare, contestualmente, un deciso messaggio a Mosca, prima preoccupazione della difesa di Varsavia.

NON SOLO GLI F-35

Non ci sono però solo gli F-35 nella nuova intesa tra Stati Uniti e Polonia. È stato Trump a confermare l’incremento di mille soldati americani che “ruoteranno attraverso il territorio polacco dalle basi in Germania”, da aggiungere ai circa 4.500 militari già presenti nel Paese nell’ambito di missioni dell’Alleanza Atlantica. Le nuove unità stazioneranno periodicamente, ha spiegato un funzionario americano alla ABC News, in diverse basi della Polonia. Si aggiungeranno Per ora niente da fare dunque per “Fort Trump”, la mega struttura per un’altra base Usa nel Paese proposta da Varsavia al fine di incrementare la capacità di deterrenza nei confronti della Russia. Secondo indiscrezioni della Casa Bianca, Duda e Trump ne avrebbero parlato, senza tuttavia chiudere il dossier.

TRA DRONI E ADDESTRAMENTO

Stando alla joint declaration firmata dai due leader, dal vertice di Washington è arrivato invece il via libera di Trump per il dispiegamento di uno squadrone di droni MQ-9 Reaper della US Air Force, velivoli a pilotaggio remoto multi-missione, capaci di svolgere missioni di sorveglianza e ricognizione ma in realtà progettati prima di tutto come assetti da attacco. Luce verde anche per stabilire in Polonia capacità di Special Operations da parte degli americani, un nuovo Combat Training Center (Ctc) congiunto a Drawsko Pomorskie e nuove infrastrutture per le truppe. Tutto questo, si specifica, sarà a carico dei polacchi. D’altra parte, sin da quando l’Orso russo ha mostrato gli artigli in Ucraina, la Polonia ha deciso di mettere in piedi un generale rinnovamento delle proprie capacità. Già lo scorso anno è arrivato l’accordo con gli Usa per i sistemi Patriot per la difesa missilistica, per un valore di ben 4,75 miliardi di dollari. Resta invece in fase di discussione invece l’installazione del sistema Aegis Ashore già presente in Romania e particolarmente sgradito a Mosca.

(Foto via Twitter WhiteHouse)

 

ultima modifica: 2019-06-13T13:49:31+00:00 da Stefano Pioppi