La moneta di Zuckerberg? Insospettisce gli italiani. L’analisi di Arditti

La moneta di Zuckerberg? Insospettisce gli italiani. L’analisi di Arditti
Come fotografato da una rilevazione SWG, la maggioranza degli italiani è sospettosa (55%) e non vede di buon occhio l’approdo della criptovaluta. L'analisi di Roberto Arditti, presidente di Kratesis

Libra, come la bilancia simbolo universale di giustizia, prudenza ed equilibrio. È il nome evocativo e rassicurante con cui Mark Zuckerberg ha voluto battezzare la nuova moneta virtuale che, a partire dai primi mesi del 2020, aspira a diventare lo strumento di pagamento globale per acquisti e scambi di denaro immediati online.

Soltanto pochi anni fa un annuncio di questa portata sarebbe stato celebrato come un nuovo tassello verso la costruzione di una democrazia digitale. Oggi invece le grida di giubilo dei paladini dell’orizzontalità e della disintermediazione sul web sembrano ridotte al silenzio e lo scetticismo è il sentimento dominante.

Un coro di critiche ha accompagnato il lancio di Libra: la Federal Reserve, la Bank of England, il Congresso statunitense e qui da noi il Presidente della Consob Savona, tutti chiedono paletti chiari e una regolazione più stringente. Le perplessità però non si limitano alle istituzioni; infatti, come fotografato da una rilevazione SWG, la maggioranza degli italiani è sospettosa (55%) e non vede di buon occhio l’approdo della criptovaluta.

Ne è consapevole Zuckerberg per primo che, non a caso, sta facendo di tutto per evitare che venga etichettata come la “moneta di Facebook”. La volontà è quella di tenere il nuovo progetto, se non altro a livello mediatico, il più separato possibile dall’impero della comunicazione che comprende anche Instagram e Whatsapp. A questo scopo, la speranza è quella di riuscire entro fine anno a far entrare almeno 100 società di peso nella Libra Association, organizzazione basata a Ginevra che sovrintenderà l’intera operazione e che al suo interno conta già partner illustri tra cui Uber, Mastercard e PayPal.

Per allontanare le critiche e mettere a tacere i nemici sul piede di guerra Zuck ha scelto una parola chiave: “stable”. Stabile è il termine che ricorre più volte, quasi ossessivamente, nel whitepaper ufficiale in cui vengono illustrate le caratteristiche della nuova moneta. Una solidità data dall’ancoraggio a un paniere di valute e sbandierata soprattutto per marcare le distanze rispetto ai “fluttuanti” bitcoin.

Dunque, niente slogan futuristici o proclami di cambiamento radicale ma soltanto la necessità di ricostruire la fiducia dei cittadini consumata dallo scandalo Cambridge Analytica.

kratesis

ultima modifica: 2019-06-29T10:10:15+00:00 da Roberto Arditti

 

 

 

 

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