Oggi ha vinto l’Italia che c’è. Un’Italia forse anche solida, rassicurante, capace di stare in piedi senza scossoni. Ma anche un’Italia che rischia di perdere, giorno dopo giorno, la capacità di immaginare sé stessa diversa.
E questo, più del risultato in sé, è il vero nodo che la politica dovrà sciogliere
Roberto Arditti
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Referendum giustizia, vince l’Italia che c’è. Il commento di Arditti
Teheran non è il vero obiettivo. Occorre guardare più a Est
Colpire Teheran oggi significa decapitare il principale finanziatore e coordinatore di tutti i teatri di crisi che, negli ultimi vent’anni hanno costretto gli Stati Uniti a disperdere forze, attenzione e risorse. Una volta neutralizzato l’Iran (e con esso i suoi proxy), il Medio Oriente potrà essere gestito con un impegno ridotto: alleanze con i sunniti del Golfo, presenza navale minima, deterrenza israeliana rafforzata. Il “fronte secondario” si chiude. Resta solo quello principale: la Cina
Nel Board per Gaza bisogna esserci. Senza indugi
Stare dentro il Board of Peace rafforza la credibilità italiana, contribuisce a un Medio Oriente stabile e accelera il passaggio a un’Europa più politica, guidata da leader pragmatici di centrodestra. Meloni, annunciandolo dall’Etiopia, manda un messaggio chiaro: l’Italia fa la sua parte. Il commento di Roberto Arditti
Tracce (non banali) di consapevolezza europea. L'analisi di Arditti
Le parole di Nikos Dendias su Achilles Shield indicano un punto di svolta: la difesa europea punta su produzione, know-how e integrazione industriale, restando saldamente ancorata alla Nato. Tra fondi Ue, nuovi programmi e aumento della spesa, l’Europa inizia a muoversi con maggiore coerenza. Grecia e Italia mostrano una linea pragmatica fondata su interoperabilità, innovazione e deterrenza collettiva. Il corsivo di Arditti
La sinistra e gli scontri di Torino, troppo poco e troppo tardi
Oggi le parole di Schlein e Lo Russo sono condivisibili. Ma arrivano tardi. Serviva coraggio prima, per rompere con un passato di connivenze silenziose. Solo così la sinistra può credibilmente difendere la democrazia, senza ipocrisie. Altrimenti, rischia di apparire opportunista: condanna quando la violenza esplode, ma tace quando fermenta
L'Ice non è il vero obiettivo. Ipocrisie e obiettivi di una polemica esagerata
Le polemiche sull’Ice sono oggettivamente esagerate. Sostenere l’approccio del governo significa difendere un realismo pragmatico: collaborazione internazionale sì, ma sovranità italiana intatta e sicurezza garantita esclusivamente dalle nostre forze. Invece di gridare al lupo, concentriamoci su una preparazione olimpica che unisca, non divida. Altrimenti, rischiamo di trasformare i Giochi in un’arena politica, a danno di tutti
Kabul, incubo mai superato. La riflessione di Arditti
Le parole di Trump sull’Afghanistan riaprono le frizioni nella Nato, tra messaggi per il pubblico interno e parziali correzioni diplomatiche. L’Italia respinge la lettura che sminuisce il ruolo degli alleati e, con Giorgia Meloni, difende il sacrificio dei militari italiani. Sullo sfondo resta il fallimento del ritiro del 2021 e la necessità di rilanciare la coesione dell’Alleanza con maggiore realismo. L’analisi di Roberto Arditti
Bene la liberazione degli italiani in Venezuela, ma non basta. La versione di Arditti
La liberazione di alcuni prigionieri, per quanto umanamente apprezzabile, rischia di diventare uno strumento di propaganda se non si accompagna a riforme profonde e verificabili. Il nodo vero resta la democratizzazione delle istituzioni venezuelane, la garanzia di processi equi, il rispetto delle libertà civili e la fine dell’uso arbitrario del sistema giudiziario come leva di repressione
Via Maduro, non ci mancherà. Il commento di Arditti
La fine del regime di Maduro, dopo anni di abusi, corruzione e alleanze pericolose, apre la porta a una rinascita democratica. E in questo contesto, l’Europa deve dimostrare di essere all’altezza, schierandosi senza esitazioni al fianco degli Stati Uniti per garantire stabilità e prosperità
Giancarlo Giorgetti, la rivincita della prudenza e del rigore. Formica dell’anno 2025
Formiche ha assegnato a Giancarlo Giorgetti il riconoscimento “Formica dell’anno 2025”. Una politica che non promette miracoli, ma costruisce la stabilità. Da ministro dell’Economia, Giorgetti ha fatto sua una massima antica: senza credibilità, nessuna politica economica è possibile. E oggi, per la prima volta dopo molto tempo, i numeri stanno dalla parte dell’Italia. Il ritratto di Roberto Arditti
















