Esplosione violenta presso la base militare di Severodvinsk, nel nord del Paese, attracco per sottomarini nucleari e zona di test per missili balistici. Intanto, Mosca congela i conti dell'organizzazione di Navalny, il leader dell'opposizione già finito in ospedale per presunto avvelenamento

È un agosto caldo per Vladimir Putin. Ai devastanti incendi in Siberia si è aggiunta oggi un esplosione presso la base militare di Severodvinsk, una delle principali sede della Flotta del nord dedicata spesso ai test su nuovi missili balistici e da crociera, nonché attracco per alcuni sottomarini nucleari. Parallelamente, prosegue il pungo duro contro le opposizioni nella corsa verso le elezioni della Duma il prossimo settembre. Le autorità di Mosca hanno infatti congelato i conti bancari del Fondo Anti Corruzione (FBK) di Alexei Navalny, il leader del fronte anti-Putin arrestato una decina di giorni fa e finito in ospedale per quello che a molti è sembrato un tentativo di avvelenamento.

L’INCIDENTE A SEVERODVINSK

Le notizie dell’incidente alla base di Severodvinsk si sono susseguite nel corso della mattinata, con le autorità della Difesa impegnate soprattutto a tranquillizzare sull’ipotesi di emissione di sostanze nocive, anche se diverse agenzie hanno invece riportato notizia di un innalzamento dei livelli di radioattività dell’aria. In ogni caso l’esplosione è stata violenta, causata da un mal funzionamento al motore di un razzo e udita da diversi chilometri di distanza. Ha causato la morte di due specialisti civili e il ferimento di altre sei persone. Un incidente che segue quello di appena tre giorni fa, quando l’esplosione di un arsenale in Siberia costrinse all’evacuazione di massa. A Severodvinsk ha sede una delle basi della Flotta del nord, potente componente della Marina militare russa impegnata spesso in esercitazioni nel Mare di Barents.

LE ATTIVITÀ NELLA REGIONE

Oltre le manovre delle unità navali, i centri militari nella regione (Oblast dell’Arcangelo) sono anche utilizzati per i test sui nuovi armamenti, tra cui spiccano i missili, punta di lancio della Difesa di Mosca. Tra aprile e maggio, intensa attività è stata registrata nella vicina penisola di Kola, a soli 60 chilometri dal confine con la Norvegia. Tra gli altri, sono stati testati i nuovi missili da crociera a bassa osservabilità Kalibr (già impiegati in Siria contro postazioni dello Stato islamico), lanciati dal sottomarino Severodvinsk (classe Yasen) mentre si trovava nel porto della base navale di Zapadnaya Litsa, a una distanza che, visto il range del missile, permetterebbe di raggiungere facilmente Norvegia, Finlandia e Svezia. Durante le stesse manovre, la Marina russa ha testato anche il Kinzhal, il “pugnale” di Putin, il nuovissimo missile da crociera ipersonico che sarebbe in grado di volare dieci volte la velocità del suono trasportando testate convenzionali e nucleari in un range di oltre duemila chilometri.

LA LINEA DURA CONTRO LE OPPOSIZIONI

E mentre si cercano dettagli precisi sulle cause dell’incidente odierno, rischia di diventare esplosiva anche la situazione a Mosca. La linea dura di Putin sulle opposizioni, una vera e propria repressione del dissenso, non accenna ad ammorbidirsi. È di oggi la notizia del congelamento dei conti bancari del Fondo Anti Corruzione (FBK) di Alexei Navalny, il blogger condannato a 30 giorni di cercare dopo le proteste delle scorse settimane. La decisione dell’autorità sarebbe giustificata dalle accuse di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale rivolte a FBK, per molti solo una scusa per bloccare l’organizzazione che è riuscita a far convergere una mobilitazione come non se ne vedevano da diversi anni in Russia.

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