Così Hong Kong prova a comprare la City di Londra (che controlla la Borsa italiana)

Così Hong Kong prova a comprare la City di Londra (che controlla la Borsa italiana)
Nel vuoto di potere causato dallo scontro sulla Brexit, la Borsa di Hong Kong ha proposto a sorpresa l'acquisto del gruppo London Stock Exchange per 32 miliardi di sterline, equivalenti a circa 35,8 miliardi di euro. Una notizia dai risvolti internazionali e dalle implicazioni geopolitiche, che riguarda anche l'Italia. Ecco perché

Nel vuoto di potere causato dallo scontro sulla Brexit, la Borsa di Hong Kong ha proposto a sorpresa l’acquisto del gruppo London Stock Exchange per 32 miliardi di sterline, equivalenti a circa 35,8 miliardi di euro. Una notizia dai risvolti internazionali e che riguarda anche l’Italia, dal momento che la Borsa di Londra controlla anche quella italiana, Piazza Affari, nonché la piattaforma del mercato dei titoli di Stato, Mts.

LA BORSA DI HONG KONG

La piazza di Hong Kong è un operatore globale, uno dei più grandi gruppi di borse al mondo per capitalizzazione di mercato. Gestisce il mercato azionario, il mercato dei futures e quattro stanze di compensazione attraverso le sue filiali nella regione. Compresa la borsa di Hong Kong, che è il terzo mercato più grande dell’Asia in termini di capitalizzazione di mercato dietro la Borsa di Tokyo e la Borsa di Shanghai, e il quarto singolo mercato azionario più grande del mondo. Il maggiore azionista del gruppo, con circa il 5,9%, è il governo di Hong Kong. Il resto del capitale è in mano al mercato.
“Riunire” Hong Kong e Londra, ha affermato Charles Li, amministratore delegato della borsa dell’isola, “ridefinirà i mercati dei capitali globali per i decenni a venire. Entrambe le aziende”, ha evidenziato, hanno grandi marchi, forza finanziaria e comprovata esperienza di crescita. Insieme collegheremo Oriente e Occidente, saremo più diversificati e saremo in grado di offrire ai clienti maggiori opportunità di innovazione, gestione del rischio e trading”.

LE IMPLICAZIONI GEOPOLITICHE

Ma non sfugge un aspetto importante, che riguarda le implicazioni geopolitiche di un affare di questo genere. Innanzitutto perché aprirebbe a una internazionalizzazione del renminbi (o yuan), la moneta cinese. E poi perché agevolerebbe ulteriormente le mire espansionistiche di Pechino. In questo senso non sembrerebbe un caso che, proprio nella giornata di ieri, il governo della Repubblica Popolare abbia scelto di eliminare i limiti per gli investitori qualificati stranieri che desiderano investire sul mercato azionario e obbligazionario, cancellando il tetto esistente.
In un momento nel quale le tensioni internazionali tra Washington e Pechino aumentano (e spesso, come sulla nuova Via della Seta e sul 5G, sono stati alla base di intensi dibattiti tra le due sponde dell’Atlantico), l’acquisto di Borsa Italiana via Londra da parte di Hong (a meno che il governo non decida di avvalersi, a tempo debito, dell’esercizio dei poteri speciali consentiti dal Golden Power) potrebbe spostare in modo importante l’asse della Penisola a Oriente.

ultima modifica: 2019-09-11T18:57:29+00:00 da Chiara Masi

 

 

 

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